Monsanto condannata per aver causato problemi neurologici a un contadino francese

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La corte d’appello di Lione stabilisce che la Monsanto di proprietà della Bayer è responsabile dei problemi di salute di Paul Francois, un agricoltore che dice di aver avuto problemi neurologici dovuti all’inalazione accidentale del diserbante Lasso, non è più commercializzato in Italia ed in Europa dal 2007, poiché non è stata rinnovata l’autorizzazione.

Cos’era successo? Una storia che va avanti da dodici anni, ovvero da quanto il contadino cerealicolo del nord della Charente, Paul Francois viene a contatto con i vapori del fitofarmaco Lasso, un erbicida prodotto dalla Monsanto ed avverte gravi effetti collaterali tanto da doversi ricoverare in ospedale per un lungo periodo.

Nel 2010, l’uomo fa causa a Monsanto per non aver fornito adeguati avvisi di sicurezza sull’etichetta.

Dopo che gli viene accertata la malattia professionale, per Francois inizia un lungo iter burocratico: nel 2012 e nel 2015 vince contro Monsanto, ma poi la corte suprema francese rigetta le sentenze e ordina una nuova udienza.

Noi ne avevamo parlato nel 2012, soprattutto perché quello di Francois, era il primo caso di comprovata colpevolezza da parte di una multinazionale attiva nella produzione di pesticidi in merito ad un avvelenamento.

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Adesso nuovamente Monsanto viene ritenuta responsabile e i giudici stabiliscono che ci sia un nesso tra l’utilizzo del diserbante e la malattia del contadino, tuttavia la sentenza non determina il risarcimento e l’azienda promette che ricorrerà in Cassazione.

I guai per Monsanto quindi non finiscono mai. Ricordiamo che è impegnata in tribunale con oltre 400 cause solo nei tribunali di San Francisco. Qui sul banco degli imputati c’è il Roundup, il famoso erbicida a base di glifosato, sostanza ritenuta potenzialmente cancerogena e che tra una causa e l’altra, ha fatto perdere all’azienda di proprietà della Bayer circa 30 miliardi di euro.

La vittoria di Francois

Arriva l’ennesimo colpo di scena in Francia dove Francois ad appena 55 anni ha perdita di memoria, svenimenti e mal di testa continui.

“Il signor Francois giustamente conclude che il prodotto, a causa della sua etichettatura inadeguata, non offriva il livello di sicurezza che ci si poteva legittimamente aspettare”, ha dichiarato la corte nella sua sentenza.

Il contadino ha chiesto un milione di euro di risarcimento ed è a capo dell’associazione Phyto-Victims. Ma Monsanto ribadisce che i suoi prodotti: “non rappresentano un rischio per la salute umana se vengono utilizzati secondo le indicazioni”.

“Siamo tutti felici di aver vinto, ma a un prezzo alto Ho fatto un sospiro di sollievo. Sono passati 12 anni di battaglie, 12 anni in cui ho dovuto mettere da parte la mia vita”, ha detto Francois ai giornalisti a Parigi.

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Dominella Trunfio

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