L’Italia mette finalmente al bando il malathion: l’insetticida potenzialmente cancerogeno per l’uomo

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Era già stato classificato come potenzialmente cancerogeno per l’uomo, adesso il ministero della Salute revoca l’autorizzazione del prodotto fitosanitario SMART 440 EW, a base di malathion, non conforme alle nuove normative europee. Scopriamone di più su questo insetticida.

Il malathion è un insetticida utilizzato sia in agricoltura che a livello domestico per la disinfestazione. L’impiego di questo pesticida potrebbe aumentare il rischio di cancro alla prostata e di linfoma non-Hodgkin. In Italia, si sta andando verso l’eliminazione dei prodotti a base di malathion: il Regolamento di esecuzione (Ue) n. 1495/2018 contiene appunto la modifica delle condizioni di approvazione della sostanza attiva, adesso la Commissione ha stabilito che il malathion può essere utilizzato solo “in serre dotate di una struttura permanente e le autorizzazioni sono limitate agli utilizzatori professionali”. In tutti gli altri i casi è vietato.

“Ciò premesso – scrive il ministero della Salute– sono revocate le autorizzazioni dei prodotti fitosanitari che riportano in etichetta esclusivamente utilizzi non conformi a quanto prescritto. L’utilizzo dei prodotti fitosanitari revocati è consentito fino alla data del 29 gennaio 2020. I titolari delle autorizzazioni dei prodotti fitosanitari revocati, contenenti la sostanza attiva malathion, sono tenuti ad adottare ogni iniziativa volta ad informare i rivenditori e gli utilizzatori dei prodotti fitosanitari medesimi dell’avvenuta revoca e del rispetto dei tempi fissati per lo smaltimento delle scorte”.

Ne avevamo parlato qualche tempo, il malathion è uno dei 5 pesticidi classificati dall’Oms, in collaborazione con l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), come probabili o possibili agenti cancerogeni per l’uomo.

Oltre al malathion ci sono il glifosato, più usato al mondo e ingrediente principale dell’erbicida RoundUp di Monsanto Bayer che sarebbe in grado di danneggiare il Dna di esseri umani e mammiferi. Gli agricoltori esposti avrebbero maggiori possibilità di sviluppare il linfoma non Hodgkin, per questo motivo il colosso farmaceutico è stato trascinato in tribunale da centinaia di persone; c’è poi il diazinon che sarebbe correlato all’aumento del rischio di cancro al polmone e di linfoma non Hodgkin. Ancora il paration, insetticida classificato come possibile agente cancerogeno, già oggetto di restrizioni in alcuni Paesi. È un pesticida utilizzato in agricoltura contro le infestazioni da parassiti e infine il tetrachlorvinphos, un insetticida classificato come possibile agente cancerogeno.

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Dominella Trunfio

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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