L’Irlanda mette al bando gli OGM e introduce l’etichetta

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La Romania lo aveva già fatto un anno fa. Ora è la volta dell’Irlanda ad unirsi ai pochi paesi (tra cui Egitto, Germania e Giappone), a prendere posizione sugli OGM e a mettere al bando le colture geneticamente modificate.

In un comunicato stampa l’Irlanda dichiara ufficialmente di essere uno Stato OGM free, introducendo anche un’etichetta volontaria (e gratuita) “GM free”su carne, pollame, uova, pesce, crostacei e prodotti lattiero-caseari per contraddistinguerli e dare valore aggiunto ai prodotti realizzati senza l’uso di mangimi geneticamente modificati.

La politica è stata adottata dopo l’accordo raggiunto alla seconda votazione tra il Fianna Fail (il partito di centro-destra) e il Partito dei verdi lo scorso 13 ottobre.

Questa operazione, stando a quanto dichiarato da Michael O’Callaghan, coordinatore del GM-Free Irlanda, aiuterà gli agricoltori irlandesi che non possono competere con le potenze della grande Agricoltura sovvenzionata, soprattutto quella proveniente da Stati Uniti, Argentina e Brasile che, facendo uso di sovvenzioni per le monocolture transgeniche e utilizzando combustibili fossili a buon mercato, hanno prezzi che stanno ammazzando i piccoli allevatori locali. Attraverso questa etichetta, invece, si punterà sulla qualità dei prodotti, un vantaggio non indifferente per agricoltori e consumatori che in questo modo avranno la possibilità di scegliere prodotti senza OGM.

Un vantaggio però che secondo O’Callaghan si ripercuoterà anche sull’immagine del Paese, il quale potrà vantare un’agricoltura più verde e innalzare lo stato ambientale dell’Irlanda sulla scena mondiale che si ripercuoterà sia sul turismo che sull’economia nazionale, facendo aumentare le esportazioni verso l’ Europa e verso gli stessi Stati Uniti, dove si diffonde sempre di più la crescente attenzione verso prodotti OGM free sia da parte dei consumatori che delle aziende che sempre più spesso utilizzano ingredienti non geneticamente modificati.

Simona Falasca

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Direttore responsabile ed editoriale di greenMe. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un'esperienza pluriennale negli uffici stampa. In greenMe ha trovato il modo di dare sfogo alla sua "natura" più vera.
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