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Lingua blu: è di nuovo allarme in Sardegna. Il virus si sta diffondendo a macchia d’olio tra gli ovini

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In Sardegna torna l’allarme per il temuto virus lingua blu”, malattia colpisce i ruminanti (soprattutto le pecore) e può avere un decorso letale. Negli ultimi giorni i focolai di febbre catarrale degli ovini si stanno estendendo a macchia d’olio nelle provincie di Nuoro, Oristano e Olgiastra. L’epidemia è iniziata i primi di agosto in due allevamenti di Bari Sardo (Nuoro), ma adesso la situazione sembra fuori controllo. A denunciare la crescita dei focolai è Coldiretti Sardegna. 

In nove giorni i focolai di Blue tongue sono cresciuti del 300% passando dai 26 del 16 agosto ai 104 del 25. – spiega l’associazione – Questi numeri e la velocità con cui si sta espandendo ci dicono che non è il momento delle polemiche ma della responsabilità in cui occorre limitare al minimo i danni evitando il ripetersi di storie che ci hanno fatto rabbrividire nel recente passato e che non vorremmo più vedere. 

Nel giro di pochi giorni il numero dei comuni investiti dall’epidemia di febbre catarrale degli ovini è cresciuto a 32, con oltre 28.000 esemplari coinvolti. Di questi 2.290 presentano sintomi e 107 sono già morti, mentre vi sono altri 12 focolai sospetti che riguardano circa 2000 animali. Per fermare l’avanzata del virus la Coldiretti invoca interventi immediati e vaccini per gli animali che vivono nelle aree più a rischio. 

A esprimere grande preoccupazione e spingere verso l’attivazione della campagna vaccinale anche l’associazione Cia Agricoltori Sardegna, che ha annunciato un’interrogazione al ministro della Salute Roberto Speranza.

Cos’è il virus blue tongue e come si trasmette

La Blue tongue è una malattia infettiva non contagiosa dei ruminanti, trasmessa da insetti vettori ematofagi (culicoidi), causata da un RNA virus della famiglia Reoviridae, genere Orbivirus, del quale si conoscono 27 diversi sierotipi. La trasmissione da un animale all’altro avviene attraverso la puntura di questi moscerini, la cui riproduzione e la successiva deposizione di uova avviene in habitat con caratteristiche specifiche, come ambienti fangosi, naturali (pozze piovane, margini di corsi d’acqua) e artificiali (campi irrigati, scoli di abbeveratoi). 

Anche se tutte le specie di ruminanti sono recettive alla malattia, il virus colpisce principalmente gli ovini che presentano sintomi che vanno dalla febbre, all’edema della testa e congestione delle mucose della bocca. Nei casi più gravi la lingua, ingrossata e cianotica, fuoriesce dalla bocca, da qui il nome dato al virus. La malattia può anche provocare malformazioni fetali e aborti e portare alla morte degli animali.  È bene chiarire che quest’infezione non rappresenta un pericolo per l’uomo, che non può essere infettato. Non esiste alcun rischio di contrarre la malattia né per contatto né attraverso il consumo del latte e della carne.

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Fonte: Ansa/Cia Agricoltori Sardegna/Ministero della Salute

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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