Il Limone dell’Etna, eccellenza siciliana coltivata da oltre due secoli, ha ottenuto il marchio IGP

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Buone notizie per l’agricoltura Made in Italy: il Limone dell’Etna è entrato ufficialmente nel registro delle Indicazioni Geografiche Protette (Igp). Con questo nuovo riconoscimento, salgono a 34 il numero delle Dop e delle Igp siciliane nel settore agroalimentare e a 5 gli agrumi certificati dell’isola. Tra questi ultimi troviamo l’Arancia rossa di Sicilia (Igp), il Limone di Siracusa (Igp), il Limone Interdonato Messina (Igp) e l’Arancia di Ribera (Dop).

Come si legge in una nota della Commissione europea, il riconoscimento è stato concesso per “lo sviluppo e maturazione in un ambiente climatico molto specifico, costituito da suoli di origine vulcanica associati ad un clima temperato dal mare” e per la “particolare tecnica di coltivazione, che consente la produzione estiva e che ancora oggi caratterizza la zona costiera di Acireale”.

La notizia dell’ottenimento del marchio Igp è stata accolta con grande entusiasmo e soddisfazione dell’associazione “Limone dell’Etna IGP” che da anni promuove e tutela la produzione di questo straordinario agrume coltivato nel territorio jonico-etneo:

Anche la ministra delle politiche agricole alimentari e forestali Teresa Bellanova ha commentato la notizia sul suo profilo Facebook, sottolineando non solo la qualità di un prodotto d’eccellenza coltivato con dedizione da diversi decenni, ma anche l’importanza di fare rete nel settore agroalimentare:

Le straordinarie caratteristiche del Limone dell’Etna 

Le peculiarità del Limone dell’Etna sono strettamente legate al clima e al suolo di natura vulcanica in cui viene coltivato. Questo straordinario frutto viene prodotto nella fascia jonico-etnea compresa tra il fiume Alcantara e il confine settentrionale del comune di Catania. L’area comprende diversi comuni: Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Acireale, Calatabiano, Castiglione di Sicilia, Fiumefreddo di Sicilia, Giarre, Mascali, Piedimonte Etneo, Riposto, Santa Venerina, San Gregorio di Catania, Valverde e Zafferana Etnea.

Limone-Etna-IGP

Limone dell’Etna IGP/Facebook

Una specificità che riguarda il Limone dell’Etna è la cosiddetta “forzatura” o “secca”, una particolare tecnica colturale che si tramanda di generazione in generazione e che dà origine alla produzione estiva dei limoni verdelli. La coltivazione su larga scala del Limone dell’Etna ha origini molto antiche, risalenti addirittura alla fine del Settecento grazie all’espansione del commercio marittimo dai porti di Catania e Riposto.

Sono due le varietà di cultivar che crescono alle pendici dell’Etna: Monachello e Femminello, la cui buccia, ricca di oli essenziali, presenta un colore che varia dal verde chiaro al giallo citrino o chiaro, in base al grado della maturazione. Il Limone dell’Etna non è soltanto un ingrediente prezioso e versatile in cucina, ma è un agrume particolarmente apprezzato dall’industria cosmetica per via delle caratteristiche superiori degli oli essenziali ottenute dal frutto e per il suo inconfondibile aroma.

Fonti: Gazzetta ufficiale dell’Unione europea/Facebook

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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