Ecco il grano canadese che entrerà in Italia: matura sotto la neve grazie al glifosato

Il grano canadese matura sotto la neve e sapete perché? Perché è pieno di glifosato e altri pesticidi. E sapete dove finirà questo grano? Nelle nostre tavole: già ne importiamo tonnellate, ma con l’approvazione del CETA, la situazione potrebbe di gran lunga peggiorare.

Avevamo già parlato del perché il CETA non andrebbe ratificato. L’accordo commerciale tra l’UE e il Canada inciderà sulle esportazioni europee di beni e servizi verso il Canada. Come sappiamo, è in vigore da due anni, in via provvisoria, e l’Italia è uno dei Paesi che non lo ha ancora ratificato anche se, il neoministro Bellanova si è detta favorevole.

Il 2 agosto scorso,una nave carica di tonnellate di grano proveniente dal Canada era approdata a Pozzallo in Sicilia. Grano destinato a sette mulini siciliani che lo hanno mischiato a grani locali per prodotti da forno. Cosa ha che non va il grano canadese? E’ pieno di glifosato, sostanza considerata potenzialmente cancerogena e che da anni è al centro del dibattito per la sua tossicità. L’erbicida Roundup della Monsanto, oggi Bayer, è il più usato al mondo, ma anche il più presente in tribunale, perché sono centinaia le cause che il colosso farmaceutico sta affrontando contro persone che dicono di essersi ammalati di tumore proprio dopo l’uso del glifosato.

Dal canto suo, la Monsanto difende il prodotto classificandolo come sicuro se usato correttamente. Di fatto rimane che ormai il glifosato è presente dappertutto, dalla birra, alla pasta e perfino nei pannolini dei nostri bambini. Una situazione che potrebbe peggiorare con la ratifica del CETA che darà il via libera anche ad ogm e altri pesticidi, il tutto a discapito del made in italy.

Adesso, questa foto del grano ricoperto di neve, diventa l’emblema di ciò che succederà. Il grano matura in estate e il classico colore giallo oro, non può di certo averlo a temperature rigide. Eppure in Canada succede ogni autunno e inverno, come mostra l’immagine scattata qualche tempo fa, ma più attuale che mai.

grano-canadese

“La svendita dei marchi storici del Made in Italy agroalimentare non è solo un danno sul mercato canadese ma è soprattutto un pericoloso precedente nei negoziati con altri Paesi anche emergenti che sono autorizzati cosi a chiedere le stesse concessioni”, spiega la Coldiretti, “Il CETA uccide il grano duro italiano con il crollo dei prezzi favorito dall’azzeramento strutturale i dazi per l’importazione dal Canada dove peraltro viene fatto un uso intensivo di glifosato nella fase di pre-raccolta, vietato in Italia”.

L’Italia è il primo paese importatore di grano duro canadese che matura artificialmente sviluppando così funghi e micotossine, ai danni della nostra salute perché é si commestibile, ma pieno di sostanze non certo salutari.Ricordiamo poi che il CETA potrebbe eliminare l’etichetta obbligatoria d’origine del grano.

Togliendo il grano che andrà al macero, quindi, parliamo delle tonnellate che arriveranno in Italia e soprattutto nel Mezzogiorno dove negli ultimi anni, circa 600 mila ettari di terreni a seminativo non vengono più coltivati a grano duro. Dove al posto del grano duro maturato al sole e di ottima qualità, si acquista a prezzi bassi dal Canada.
A rimetterci sono agricoltori, ma anche consumatori, vittime di un sistema malato che ci sta avvelenando.

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Dominella Trunfio

Fonte

Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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