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Pesticidi: il glifosato si disperde anche nell’aria e può arrivare nei parchi naturali e nei campi biologici, lo studio

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L’ipotesi delle autorità dell’Unione europea secondo cui il glifosato non si diffonderebbe nell’aria è stata smentita. Secondo questo studio, il glifosato può essere trasportato anche dal vento e finire nelle aree naturali protette, nei campi biologici e nell’aria che respiriamo

Una storia infinita, quella che ruota attorno al glifosato, considerato da più parti cancerogeno per l’uomo. Una storia lunga, fatta di decisioni e rinvii: nel 2016 l’Organizzazione mondiale della Sanità e la Fao in una dichiarazione congiunta, stabilirono come improbabile che l’assunzione di glifosato attraverso la dieta possa essere cancerogena per l’uomo. L’anno prima era stata proprio la stessa OMS, invece, a dire che il pesticida più usato al mondo e ingrediente principale dell’erbicida RoundUp di Monsanto era probabilmente cancerogeno per l’uomo.

Insomma, un metti e togli di studi e di opinioni che lasciano una sola grande considerazione: dietro non possono che esserci interessi economici. E ora i risultati dello studio tedesco “Pesticide pollution of the air” dimostrano che il glifosato e dozzine di altri pesticidi viaggiano nell’aria per chilometri, tra parchi e città, e che continua ad avere (anche) un effetto devastante sugli insetti e sui loro habitat.

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L’analisi – il set di dati più completo sull’inquinamento atmosferico da pesticidi in Germania – era stata inizialmente pubblicata nel 2019 ed è stata ora sottoposta a revisione paritaria da scienziati indipendenti e pubblicata sulla rivista Environmental Sciences Europe.

Tuttavia, le autorità dell’UE responsabili del processo di approvazione relativo all’uso del glifosato hanno finora escluso il trasporto aereo. L’uso del glifosato in agricoltura è di fatto ammesso nell’Ue fino al 15 dicembre 2022, ma tanti Paesi non hanno alcuna intenzione di abbandonarlo in agricoltura. Nel 2017 la Francia aveva promesso di vietare nel giro di tre anni, ma poi ha deciso di optare per degli incentivi destinati agli agricoltori che non utilizzano l’erbicida. Nel 2019 il Parlamento austriaco aveva approvato il divieto per poi pentirsene. Nella stessa Germania, invece, il Parlamento sta discutendo la proposta del governo di metterlo al bando nel 2024.

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Il processo di approvazione dell’UE per il glifosato si basa su fatti falsi – tuona Boris Frank, presidente della Bündnis für eine enkeltaugliche Landwirtschaft che ha commissionato la ricerca. Il nostro studio, che è stato ora esaminato da un gruppo scientifico indipendente, mostra che la tossina agricola si lega alle particelle di polvere ed è trasportato attraverso l’aria per molte miglia nel Paese. Il glifosato finisce nelle aree naturali protette, nei campi biologici e nell’aria che respiriamo. Il glifosato non deve essere ri-autorizzato in nessun caso.

Nello studio peer-reviewed “Pesticides and pesticide-related products in ambient air in Germany” (Pesticidi e prodotti correlati ai pesticidi nell’aria ambiente in Germania), il glifosato tossico per l’agricoltura è stato rilevato in ognuno dei 69 punti di misurazione totali distribuiti in tutta la Germania. È stato trovato lontano da potenziali campi di origine, anche in parchi nazionali come la Foresta Bavarese o sull’Harzer Brocken. 

Ora è stato chiaramente dimostrato che le tossine agricole si diffondono molto più di quanto ipotizzato finora dalle autorità di approvazione. Chiediamo alle autorità dell’UE di incorporare questi risultati scientificamente confermati nella re -valutazione del glifosato. Qualsiasi altra cosa sarebbe un atto di colpa grave, dice Christine Vogt, esperta di agricoltura presso l’Umweltinstitut München.

Oltre al glifosato, nell’aria sono stati registrati dozzine di altri pesticidi, come mostra lo studio, ben 109 diversi pesticidi, di cui 28 non approvati per l’uso in Germania.

In ogni sito di campionamento – spiega Maren Kruse-Plaß, autrice principale dello studio e scienziata presso l’ufficio di ricerca TIEM Integrated Environmental Monitoring – abbiamo identificato almeno un pesticida. Nella maggior parte di essi c’erano diverse sostanze attive e in un sito c’erano addirittura 36 sostanze diverse. Abbiamo nell’aria un cocktail chimico i cui effetti su esseri umani e animali sono completamente sconosciuti.

Il Bündnis für eine enkeltaugliche Landwirtschaft e l’Umweltinstitut München sostengono la richiesta dell’Iniziativa dei cittadini europei Save Bees and Farmers di vietare gradualmente tutti i pesticidi sintetici nell’UE entro il 2035. 

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Fonte: Environmental Sciences Europe

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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