L’esposizione al glifosato e a questi a 2 insetticidi aumenta il rischio cancro. Nuovo studio

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Sempre più ricerche, negli ultimi tempi, si stanno concentrando ad analizzare gli effetti dannosi del glifosato non solo sull’ambiente ma anche sulla salute umana. Arriva ora l’ennesima conferma che questo pesticida aumenta il rischio di cancro, in particolare di linfoma non Hodgkin.

Il nuovo studio, pubblicato sulla rivista International journal of epidemiology, ha esaminato gli effetti cancerogeni dell’esposizione ai pesticidi analizzando i dati relativi ad un campione molto ampio di agricoltori (oltre 315mila) di Stati Uniti, Norvegia e Francia, monitorati per oltre 10 anni.

I pesticidi sono comunemente usati in agricoltura e studi precedenti avevano già sostenuto la necessità di condurre ulteriori indagine sulla possibile associazione tra il loro uso e il rischio di sviluppare neoplasie linfoidi (ossia tumori che colpiscono il sistema linfatico) in particolare nei lavoratori agricoli. Da qui è nato il nuovo studio.

In questo caso si è scelto di analizzare le possibili conseguenze dell’utilizzo di 14 gruppi di pesticidi selezionati e di 33 singoli ingredienti chimici attivi rispetto ad alcune neoplasie maligne non-Hodgkin (NHL) e sottotipi principali. L’analisi si proponeva di valutare una possibile maggiore probabilità di contrarre questi tipi di tumori negli agricoltori che utilizzavano determinati pesticidi, rispetto a chi invece non li utilizzava. E ciò indipendentemente da intensità e durata di esposizione a tali sostanze.

Le tristi conclusioni ottenute da questo ultimo studio non ci sorprendono più di tanto: i ricercatori hanno identificato un rischio elevato di linfoma non Hodgkin (NHL) e alcuni sottotipi nelle persone maggiormente esposte al glifosato e ad altre sostanze utilizzate comunemente in agricoltura. I ricercatori si sono concentrati ad analizzare in particolare l’esposizione, oltre che al glifosato, anche a due insetticidi, terbuphos e deltametrina.

Durante il follow-up sono stati diagnosticati 2430 casi di NHL nel campione di agricoltori. In base ai dati ottenuti i ricercatori hanno concluso che:

  • L’utilizzo di terbufos è associato un rischio linfoma maggiore del 18%
  • L’utilizzo di deltametrina ad un rischio aumentato del 48% di leucemia linfocitica cronica
  • L’utilizzo del glifosato ad un aumento del rischio di linfoma del 36%.

Rischi minori sono stati calcolati invece per quegli agricoltori che utilizzano pesticidi diversi, ormai considerati di vecchia generazione.

Questa ricerca non fa che confermare quanto già sostenuto da un altro recente studio che ha concluso in maniera molto simile: l’esposizione all’ormai noto glifosato farebbe aumentare del 41% il rischio di sviluppare il linfoma non-Hodgkin.

Quante altre ricerche servono per metterlo definitivamente al bando in tutto il mondo?

Leggi anche:

Francesca Biagioli

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
Misura

“A Misura di verde”: al via il progetto che pianterà oltre 13mila alberi in Italia per combattere i cambiamenti climatici

Terranova integratori

Come rafforzare il sistema immunitario prima dell’inverno

Famas

Arriva la fibra di basalto per un isolamento performante

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Fairtrade

Le settimane Fairtrade del commercio equo e solidale: compra etico e scopri online l’impatto dei tuoi acquisti

Cristalfarma
Seguici su Instagram
seguici su Facebook