‘Il glifosato è un fattore determinante per il cancro’. Bayer sconfitta nuovamente in tribunale

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Il pesticida contenente glifosato è stato un fattore determinante” nel causare il cancro a Edwin Hardeman, un uomo settantenne che per oltre dieci anni, ha usato l’erbicida Roundup della Monsanto Bayer nel proprio giardino.

E’ il secondo colpo inferto alla multinazionale dell’erbicida più famoso al mondo e per adesso, classificato come ‘potenzialmente cancerogeno’.

Avevamo già parlato di un’altra sentenza e di un sostanzioso risarcimento, quello che Monsanto Bayer dovrebbe dare a Dewayne Johnson, il giardiniere che per anni aveva usato il glifosato contraendo poi il linfoma non Hodgkin.

Adesso, nel secondo processo, quello che vede da un lato Hardeman (anche lui con la stessa malattia) e dall’altro il colosso americano, il tribunale californiano ha stabilito che il glifosato “è stato un fattore determinante” nel procurare il cancro.

Non è una sentenza definitiva chiaramente, ma ciò che è successo nell’aula il 19 marzo, è già un passo in avanti.

Nella seconda fase, i giurati dovranno accertare i danni e le responsabilità, valutare le prove che erano state escluse in precedenza per paura di manipolazione da parte di Monsanto Bayer.

Ma Hardeman e Johnson, non sono gli unici ad aver fatto causa all’azienda, ci sono quasi 11mila persone sulla stessa scia.

Immediata la reazione di Bayer, che come sappiamo, aveva acquistato Monsanto a novembre 2018. Ecco cosa dice:

“La scienza confermerà che il glifosato non provoca il cancro. Siamo fiduciosi che le prove nella seconda fase mostreranno che la condotta di Monsanto è stata appropriata e che la società non dovrebbe essere ritenuta responsabile”.

Staremo a vedere cosa succederà.

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Dominella Trunfio

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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