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Bayer condannata a risarcire una coppia malata di cancro a causa del glifosato: “la massima vittoria è stata togliere quella robaccia dagli scaffali”

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La Corte d’appello del primo distretto di San Francisco ha confermato il risarcimento di 86,2 milioni di dollari a una coppia di Livermore in California che si è ammalata di cancro dopo aver utilizzato l’erbicida a base di glifosato (Roundup) per 30 anni.

Il verdetto per Alva e Alberta Pilliod è stato favorevole anche in appello, confermando di fatto quanto già stabilito in precedenza: la Bayer deve alla coppia un risarcimento milionario per ripagarla delle sofferenze subite a causa dell’utilizzo del suo prodotto.

Secondo la Corte d’appello, la colpa della Monsanto (oggi Bayer) è di aver commercializzato consapevolmente un prodotto pericoloso. Nonostante l’approvazione del Roundup da parte dei regolatori federali, a detta dei giurati la Monsanto sapeva che il principio attivo dell’erbicida, il glifosato, poteva essere pericoloso e non ha avvertito dei rischi.

Le prove mostrano l’intransigente riluttanza della Monsanto a informare il pubblico sui pericoli cancerogeni di un prodotto che ha reso abbondantemente disponibile nei negozi di ferramenta e nei negozi di giardinaggio in tutto il paese – ha dichiarato il giudice Marla Miller.

La coppia si è mostrata molto soddisfatta della vittoria ma ha sottolineato che la felicità non è tanto per il denaro che riceveranno, sicuramente un vantaggio, ma per un motivo ben più importante:

Il nostro obiettivo principale era cercare di convincere la Monsanto ad avvertire le persone che il glifosato è pericoloso. Il denaro è importante ma la massima vittoria è stata togliere quella robaccia dagli scaffali in modo che altre persone non debbano passare quello che abbiamo passato noi. La mia vita è stata sicuramente accorciata dal cancro che ho avuto a causa del Roundup – ha dichiarato Alberta Pilliod.

Ed effettivamente anche la causa dei Pilliod, insieme a quella di centinaia di agricoltori e altri cittadini, ha spinto la Bayer a prendere una decisione importante: smettere di vendere erbicidi a base di glifosato ai consumatori entro il 2023.  Inoltre, per far fronte alle cause, la multinazionale ha deciso di stanziare 2 miliardi di dollari per future richieste di risarcimento per cancro.

Ma tornando alla sentenza della Corte d’Appello, anche Alva Pilliod, che oggi ha 79 anni, ci ha tenuto a far sapere alcuni dettagli relativi alla malattia e all’impatto molto forte che questa ha avuto sui piani per il futuro della coppia:

Non possiamo uscire e viaggiare come avremmo voluto a causa dei limiti fisici. Ci sono molte cose che non possiamo più fare. Un viaggio in treno attraverso il Canada, la vela e la visita ai figli e ai nipoti che vivono in diverse parti degli Stati Uniti erano sulla lista delle cose da fare in pensione.

Marito e moglie, sopravvissuti al cancro, hanno dovuto affrontare un percorso lungo e difficile, come loro stessi hanno più volte raccontato.

I Pilliod hanno usato il Roundup per uccidere le erbacce nelle loro quattro proprietà a partire dal 1982. Nel 2013 ad Alva è stato diagnosticato un linfoma non Hodgkin, una forma di cancro linfatico, mentre ad Alberta è stata diagnosticata la stessa malattia quattro anni più tardi.

La coppia era assolutamente ignara dei rischi collegati all’erbicida della Monsanto e solo nel 2016 ha smesso di utilizzare il prodotto, dopo aver letto di altri casi di cancro associati al glifosato. 

Ora i Pilliod hanno avuto la giustizia che meritavano (che non gli restituisce comunque la salute persa), così come altre persone che hanno denunciato in questi anni i gravi effetti del Roundup. Vi avevamo parlato ad esempio della sentenza a favore di Edwin Hardeman. Leggi anche: Il glifosato può causare il linfoma non Hodgkin, sconfitta schiacciante per la Bayer

Pochi giorni fa, però, Bayer è riuscita per la prima volta a vincere una causa sul glifosato. Leggi anche: Glifosato: la mamma di un bimbo vittima di cancro perde la causa contro il Roundup, Bayer vince per la prima volta

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Fonti: San Francisco Chronicle / The Mercury News

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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