Glifosato e pesticidi in gravidanza aumentano il rischio nei bambini di sviluppare la leucemia acuta

Glifosato, una nuova conferma sulla sua tossicità soprattutto se in dolce attesa. L’esposizione a pesticidi e in particolare al famigerato Round up di Bayer-Monsanto durante la gravidanza può aumentare il rischio che il bambino sviluppi la leucemia acuta. A stabilirlo sono i ricercatori dell’Università della California, Los Angeles che hanno pubblicato un nuovo studio sull’International Journal of Hygiene and Environmental Health.

“I nostri risultati- scrivono i ricercatori- suggeriscono che nelle zone rurali della California l’esposizione a determinati pesticidi o classi di pesticidi durante la gravidanza a causa della vicinanza alle aree agricole può aumentare il rischio di leucemie infantili”.

Avevamo già parlato del glifosato e dei danni che può causare durante una gravidanza. Per esempio, l’esposizione può provocare un parto precoce o ancora può rivelarsi pericolosa perché il glifosato può attraversare la placenta con conseguenze di lunga durata. Purtroppo oggi, è presente in molti alimenti e non solo, quindi si può venire a contatto con il pesticida sia in maniera diretta (se per esempio si abita vicino a zone rurali) che per via delle tracce contenuti in prodotti come la pasta.

Sul fatto che sia o meno cancerogeno si dibatte da anni, basti nel 1985 era stato classificato come cancerogeno di classe C da parte dell’Agenzia per la protezione ambientale, poi l’EPA aveva cambiato la classificazione affermando che non era cancerogeno e nel 2015 IARC, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, lo classifica nuovamente come potenzialmente cancerogeno.

Adesso, questo nuovo studio, getta di nuovo ombre sul glifosato, il pesticida Roundup della Monsanto Bayer più utilizzato al mondo e che ha trascinato l’azienda più volte in tribunale, con numerosi risarcimenti per le accuse di aver causato il cancro ad alcuni lavoratori che ne facevano uso.

Secondo i ricercatori, nelle aree agricole rurali della California vivono molte comunità a basso reddito e per lo più lavoratori agricoli. Ebbene, le donne in gravidanza che vivono in zona e che entrano in contatto con il glifosato, sono a rischio: i bambini potrebbero sviluppare la leucemia linfoblastica acuta infantile (ALL).

E ciò, non vale solo per il glifosato. Gli scienziati hanno analizzato anche la correlazione con altri pesticidi considerati non cancerogeni dell’EPA. Per esempio il paraquat dicloruro che aumenta appunto il rischio di leucemia linfoblastica acuta infantile (ALL) e leucemia mieloide acuta (LMA).

Lo studio non è stato condotto tramite interviste, ma con i dati dei sistemi di informazione geografica (GIS). In pratica, sono state utilizzate le informazioni sull’uso del suolo e quelle dei registri pubblici della California sull’incidenza del cancro dal 1998-2011, insieme ai rapporti sull’uso di pesticidi in tutto lo Stato.

L’incrocio di questi dati ha permesso di capire dove vengono utilizzati i pesticidi e in che modo e di scoprire che nel periodo compreso ci sono stati 162 casi di leucemia infantile e 9805 controlli tumorali. Nelle zone rurali vengono utilizzati ben 65 pesticidi. Cosa è emerso? Che l’uso di qualsiasi pesticida cancerogeno entro 4mila metri, aumenta per le madri incinte le probabilità di sviluppare nel bambino la leucemia linfoblastica acuta e leucemia mieloide acuta rispettivamente quasi due volte e tre volte. Tra i pesticidi sotto accusa ci sono anche il diurone e il linurone.

Fonte: Science Direct

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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