I contadini del vietnam lottano per soddisfare la domanda di ortaggi sani

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In Vietnam cresce la domanda di ortaggi più sani coltivati senza il ricorso a pesticidi e fertilizzanti di sintesi. Il sistema agricoltura sarebbe da riformare completamente e al momento i contadini si trovano in gravi difficoltà economiche. Infatti, i piccoli produttori non possono permettersi di affrontare i costi del sistema di certificazione che garantisce il non impiego di sostanze vietate e dannose.

Non si può ancora parlare di agricoltura biologica, ma da alcuni anni in Vietnam sono stati fatti dei passi avanti, seppur con grande difficoltà. Ora il Governo dovrebbe intervenire per aiutare i contadini a soddisfare le richieste di alimenti naturali da parte della nuova classe media. Il sistema agricolo presenta purtroppo ancora molte falle, per cui in Vietnam vengono impiegati ancora fitofarmaci vietati altrove.

Si tratta di sostanze dannose per la salute, che possono provocare casi di malore concreti. È nata così, già nel 2008, un sistema di certificazione che richiede agli agricoltori di tenere un registro di tutti i pesticidi e fertilizzanti che utilizzano. Vengono effettuati dei controlli annuali, ma non si può parlare ancora di biologico. Molti agricoltori vorrebbero lottare per ottenere un raccolto migliore senza interventi chimici, ma non posseggono i mezzi economici necessari.

Gli agricoltori certificati, a differenza degli altri, possono usare soltanto sostanze autorizzate e devono lasciare trascorrere almeno due settimane tra l’ultimo trattamento e la raccolta. I costi di certificazione sono molto elevati e dunque l’agricoltura vietnamita fatica a rinnovarsi. Gli standard adottati per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica sono tuttavia ancora minimi e sono stati introdotti soprattutto per permettere la distribuzione dei prodotti tramite i grandi rivenditori al dettaglio.

Gli ortaggi certificati prevedono un minimo di tutela dell’ambiente, ma hanno prezzi più alti. Solo alcuni gruppi di agricoltori possono affrontare i costi di certificazione, che corrispondono a 850 dollari per ettaro. Gli allevamenti non verrebbero sottoposti a controlli quasi mai e le sanzioni sarebbero inesistenti, soprattutto perché i test constano troppo.

I problemi fondamentali rimangono dunque gli scarsi controlli, abbinati ad un uso eccessivo di pesticidi e fertilizzanti. Crescono però la consapevolezza e la richiesta di cibi più sicuri e il Vietnam pesto dovrà adeguarsi. Si tratta del terzo Paese del mondo specializzato in acquacoltura, soprattutto per la produzione di gamberi.

Ma vi sono pesanti accuse sull’uso eccessivo di antibiotici vietati in altri Paesi, motivo per cui le vendite all’estero sono compromesse. E talvolta in acquacoltura si utilizzerebbero mangimi mescolati con farmaci spesso importati dalla Cina senza conoscere la loro composizione effettiva.

Il principale ostacolo al rinnovamento dell’agricoltura è la povertà. Chi affronterà i costi economci per produrre cibi più sani?

Marta Albè

Fonte foto: turner.com

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Life Coach, insegnante di Yoga e meditazione. Autrice del libro “La mia casa ecopulita” edito da Gribaudo - Feltrinelli editore.
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