Lotta biologica: come salvare gli agrumeti di Agrigento invasi dalla cocciniglia con…un insetto

Valle dei Templi

Lotta biologica alla cocciniglia: ad Agrigento, si sperimentano insetti in grado di debellare il famoso parassita delle piante in modo naturale per salvare gli agrumi di Sicilia

Salvare gli agrumi senza ricorrere ai pesticidi. È stato messo a punto un vero programma di lotta biologica contro la cocciniglia rossa che ha invaso gli alberi di arance del Giardino della Kolymbethra, in Sicilia, per arginare il problema in modo naturale. Come?

Sono infatti forniti dall’Esa, l’Ente di sviluppo agricolo, alcuni insetti predatori con i quali si combatterà nel pieno rispetto dell’ambiente la vasta infestazione di cocciniglia che ha colpito le piante.

Il Giardino della Kolymbethra aveva già conosciuto un lungo periodo di abbandono per la mancanza d’acqua, ma fu alla fine degli anni ’90 che il Fai, il Fondo ambientale italiano, riuscì a riportarlo agli antichi splendori, tra importanti reperti archeologici e una grossa fetta di biodiversità della macchia mediterranea. Un angolo di paradiso dove sorgono e convivono agrumeti, olivi secolari, zagare e mandorli. Ora il giardino è inserito a pieno titolo nel circuiti di visita della Valle dei Templi.

Per contrastare l’infestazione da cocciniglia rossa degli agrumi e preservare quella stessa biodiversità, l’iniziativa di una lotta biologica nasce da una convenzione stipulata nello scorso mese di giugno tra il FAI-Giardino della Kolymbethra e la Presidenza regionale dell’Ente di Sviluppo Agricolo.

La struttura regionale garantirà la pulizia delle aree demaniali e nel contempo ha messo a disposizione la propria Biofabbrica di Ramacca, fornendo alcuni esemplari di “Cryptolaemus montrouzieri” e di “Aphytis melinus”, rispettivamente un coccinellide predatore e un parassitoide (la cui femmina depone le uova nella femmina della cocciniglia da cui nasce la larva che arriva fino allo stadio adulto e fuoriesce poi dal corpo della cocciniglia facendo un foro e uccidendola).

I primi esemplari sono stati già liberati, aspettiamo il processo naturale di “disinfestazione”.

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