Glifosato: Bayer pagherà 10,5 miliardi di dollari per chiudere 95mila azioni legali contro il Roundup accusato di causare il cancro

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Quando Bayer aveva acquistato la Monsanto due anni fa, la società sapeva che avrebbe ereditato anche il glifosato Roundup. Ciò che non prevedeva forse erano tutte le battaglie legali sul fatto che l’erbicida causava il cancro. Adesso il colosso farmaceutico ha accettato di pagare più di 10miliardi di dollari per risolvere 95mila controversie. Anche se ne restano in piedi altre 25mila da parte di persone che non hanno accettato la transazione.

L’accordo, annunciato direttamente sul sito della Bayer, arriva dopo che la multinazionale ha già chiuso centinaia di azioni legali, in cui agricoltori e cittadini mettono sul banco degli imputati il diserbante più famoso al mondo e lo accusano di averli fatti ammalare di linfoma non Hodgkin. Dei maxi risarcimenti abbiamo parlato in questi anni, da quando cioè la Bayer ha acquistato il Roundup nel 2018 per circa 65 miliardi di dollari. L’ultima condanna risale al 14 maggio 2019 con un risarcimento da 2,05 miliardi di dollari ad Alva e Alberta Pilliod perché era stato provato il legame tra tumore e l’utilizzo del glifosato per trent’anni. Nel marzo 2019, invece, Bayer aveva dovuto sborsare 80 milioni a Edwin Haderman, anche lui ammalatosi di cancro. Così come per Dewayne Johson, ex guardiano di un parco che aveva ottenuto 78,5 milioni in appello.

L’accordo è stato “straordinariamente complesso” perché include accordi separati con 25 studi legali i cui clienti riceveranno importi differenti l’uno dall’altro.

“Innanzitutto, questa è l’azione giusta al momento giusto affinché Bayer termini un lungo periodo di incertezza,” ha dichiarato Werner Baumann, amministratore delegato di Bayer. “Risolve la maggior parte dei reclami attuali e istituisce un chiaro meccanismo per gestire i rischi di potenziali contenziosi futuri. La decisione di risolvere il contenzioso ci consente di concentrarci completamente sulla fornitura critica di assistenza sanitaria e cibo. Restituirà anche la conversazione sulla sicurezza e l’utilità degli erbicidi a base di glifosato nell’arena scientifica e normativa e in tutto il corpo scientifico”.

Ma sulla sicurezza degli erbicidi, il capitolo va avanti da anni: nel 2015 l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) aveva stabilito che il glifosato da solo “non presenta potenziale genotossico” e che “nessuna prova di cancerogenicità è stata osservata nei ratti o nei topi”. Ma lo Iarc, la pensa diversamente sostenendo che ci sono prove evidenti di tossicità. La Bayer dal canto suo si è sempre difesa: se usato correttamente il glifosato non comporta rischi. Eppure da anni, continua a doversi difendere in tribunale.

Fonte: Bayer

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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