Moria delle api: studio shock dimostra che a provocarla sono (anche) i comuni fungicidi

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Moria delle api. E se lo spopolamento degli alveari, ma anche il declino dei bombi e degli insetti impollinatori in genere, dipendessero (anche) dall’uso smodato di fungicidi?

È l’allarmante scoperta che arriva dagli Stati Uniti, dove gli esperti puntano il dito contro i più comuni fungicidi, in particolare contro il clorotalonil. Il modo in cui i fungicidi uccidano le api è ancora in fase di studio, ma gli studi fanno credere con molta probabilità che essi rendano ancora più aggressivo il parassita “nosema”, mortale per le api, o aggraveranno in ogni caso la tossicità di altri pesticidi.

Non si frena, dunque, il diffuso declino delle api e di altri impollinatori, estremamente preoccupante perché sono loro a fertilizzare circa il 75% di tutte le colture alimentari, con la metà delle impollinazioni effettuate da specie selvatiche. Pesticidi, distruzione dell’habitat, malattie e cambiamenti climatici sono tutti implicati nella moria delle api, ma sono state fatte relativamente poche ricerche sulla complessa questione dei fattori che causano il maggior danno.

Lo studio

Ora, la nuova ricerca pubblicata su Proceedings of the Royal Society ha analizzato – tramite metodi statistici di machine learning – il ruolo di 24 diversi fattori di possibile declino di quattro specie di bombi, rintracciati in 284 siti in 40 stati degli States. Questi includevano, tra gli altri, anche tipo di habitat, popolazione umana e uso di pesticidi.

Quel che è emerso è che in particolare il clorotalonil, il fungicida più utilizzato negli Stati Uniti (ma anche nel Regno Unito, dove è stato usato su 4,5 milioni di ettari di terreno solo nel 2016 – Fonte), era più fortemente legato al nosema, mentre l’uso generale di fungicidi era il miglior viatico di perdite di bombi.

Sono decisamente sorpresodichiara Scott McArt della Cornell University – perché i fungicidi finora sono stati praticamente trascurati”.

Eppure, alcuni studi dimostrano che i fungicidi possono rendere il nosema ancora più dannoso per le api, probabilmente uccidendo i microbi benefici dell’intestino.

Il modo in cui gli esseri umani gestiscono il paesaggio sta mettendo a repentaglio la vita delle api e mentre pare si stiano facendo progressi verso un divieto totale di pesticidi – come gli insetticidi neonicotinoidi –, anche un fungicida molto comune potrebbe anche essere causa di declino delle api selvatiche. Servono quindi nuovi urgenti nuovi studi”, dice Matt Shardlow della associazione Buglife.

Pesticidi, fungicidi e più che ne ha più ne metta insomma. Oramai prove su prove dimostrano il grave danno alle api causato dai neonicotinoidi, mentre una nuova ricerca mostra che la combinazione di neonicotinoidi e la riduzione delle scorte alimentari riducono la sopravvivenza delle api del 50%.

Un altro studio mostra che i neonicotinoidi riducono la sopravvivenza delle regine dei bombi e il tempo necessario per fissare il loro nido, il che probabilmente danneggerà la sopravvivenza a lungo termine della colonia.

La Commissione europea dovrebbe votare il divieto totale dei neonicotinoidi nei campi, che sono una serie minaccia anche per altre creature, proprio in questi primi mesi del 2018.

Leggi anche:

Firma la petizione per chiedere il bando dei pesticidi dannosi per api e altri impollinatori e l’estensione del bando europeo ai neonicotinoidi.

Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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