soia OGM

La Commissione Europea è sul punto di dare il via libera alla coltivazione del mais OGM NK603Roundup Ready prodotto dal colosso agro-chimico Monsanto, che per crescere ha bisogno di grandi quantità di erbicida Roundup. Se la Commissione non farà un passo indietro, l’utilizzo del pericoloso erbicida in Europa aumenterà, e con esso i casi di malformazioni genetiche provocate dal suo principio attivo – il glifosato.

Ad oggi non è possibile stimare quanto glifosato arrivi di già sulle nostre tavole senza che possiamo cautelarcene. Ogni anno l’UE importa 35 milioni di tonnellate di soia e derivati, utilizzati per produrre mangimi e biocombustibili. La maggior parte di questa soia proviene dal Sud America, dove la varietà OGM resistente al Roundup è la più diffusa.

Grazie a una "svista" nella normativa europea che consente di non segnalare sulle confezioni di carne, latticini e uova se provengono da animali alimentati con mangimi OGM, la soia modificata per resistere al Roundup – e il residuo di glifosato che contiene – entra nella catena alimentare senza che nessuno se ne accorga.

Con l’introduzione in Europa delle coltivazioni OGM di Monsanto l’esposizione della popolazione al glifosato aumenterebbe, e con essa la diffusione delle patologie legate all’erbicida. Il suo utilizzo in ampie aree agricole danneggerebbe in modo irreparabile l’ecosistema dei luoghi di coltivazione: il glifosato si diffonderebbe nell’ambiente impoverendo i terreni, penetrando nelle falde acquifere e uccidendo gli organismi vegetali non progettati per resistere alla sua azione.

roundup

Secondo Claire Robinson, portavoce di Earth Open Sorce, la revisione della pericolosità del glifosato potrebbe slittare ancora, dal 2015 al 2030, a tutto vantaggio di Monsanto e dei suoi sforzi per introdurre il mais OGM in Europa. “La Commissione Europea deve condurre una verifica immediata della pericolosità del glifosato, tenendo conto della letteratura scientifica indipendente prodotta negli anni”, sostiene Claire Robinson, e decidere in merito all’approvazione di una coltura resistente a Roundup solo dopo tale verifica.

A sostenere Monsanto nel tentativo di coltivare il suo mais OGM in Europa c’è anche la Round Table on Responsible Soy (RTRS), associazione di settore in cui il WWF gioca un ruolo chiave, e che vede Monsanto tra i suoi membri principali. Presto la soia resistente al Roundup sarà certificata dalla RTRS come una soia “sostenibile”, e ciò contribuirà a rendere ingannevole il marketing delle sementi resistenti al Roundup, mais compreso. Grazie alla benedizione del WWF – di cui il colosso agro-chimico statunitense è finanziatore – la coltivazione di questi prodotti OGM rischia di essere percepita come sicura e rispettosa dell’ambiente, nonostante la letteratura scientifica affermi il contrario.

Come denunciato in una lettera aperta indirizzata agli operatori del settore agricolo, quella della RTRS suona come una autocertificazione di Monsanto. Il documento uscito il 7 giugno scorso, e sottoscritto da organizzazioni come Amici della Terra e Soil Association, invita a non considerare RTRS – condannata da 230 organi indipendenti in 30 paesi – garante della “sostenibilità” dei prodotti Monsanto.

Il pericolo per la salute dei consumatori europei non è quindi rappresentato solamente dall’utilizzo che attualmentesi fa del glifosato – marcato Roundup o no, visto che il brevetto del principio attivo è scaduto nel 2001 –, ma dal rischio di un aumento incontrollato del suo impiego in seguito all’introduzione nelle coltivazioni europee di sementi progettate per resistervi.

Gianluca Roccati

 

 

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