ecoli_risarcimento

Cetrioli, germogli di soia, carne e derivati. Un andirivieni di sospetti e di accuse. Un giorno i cetrioli vengono scagionati e il dito si punta contro i germogli. Poi anche questi ultimi vengono assolti e si torna al cetriolo letale. E c'è anche chi, come noi, pensa che il problema sia la carne e gli allevamenti intensivi. Ma sull'origine dell'E.Coli, ancora si brancola nel buio.

Qualcuno si è chiesto, però, chi pagherà i danni agli agricoltori e agli allevatori che dal caos generato dall'epidemia di Eschirichia Coli? Inizialmente la Commissione Europea aveva proposto la cifra di 150mila euro per aiutare gli agricoltori danneggiati dall'emergenza alimentare e la conseguente psicosi dovuta al batterio killer. Cifra destinata a salire, per fortuna. Lo aveva già annunciato lo stesso Commissario europeo per l’agricoltura, Dacian Ciolos, che qualche giorno fa aveva spiegato: "Il pacchetto ci permetterà di rispondere alle richieste di risarcimento per il periodo dal 26 maggio alla fine di giugno. Faremo poi il punto della situazione e vedremo se ci sarà bisogno di modificare questi dati".

Ieri, infine, la cifra è stata portata a 210 milioni di euro, destinati a coprire il 50% del prezzo medio di mercato dei prodotti non venduti a causa del timore diffuso tra la gente. In particolare, il risarcimento andrà ai produttori di cetrioli, pomodori, peperoni, zucchine e lattuga. Si tratta comunque di una magra consolazione, se si considera che solo la Spagna ha chiesto all'Ue un risarcimento di 400 milioni di euro per il calo di esportazioni agricole di cetrioli, pomodori ed altri ortaggi.

Anche Coldiretti è dello stesso avviso. Secondo l'associazione, l'aumento della cifra da parte della Commissione europea “arriva a coprire appena la metà delle perdite subite dagli agricoltori europei che ammontano a 417 milioni di euro in una sola settimana, dei quali almeno 100 milioni solo in Italia". "Il rincorrersi di falsi allarmi in tutta Europa ha alimentato una psicosi che ha colpito ben un cittadino su tre che ha cambiato la propria dieta secondo Eurobarometro, ma ha anche - continua la Coldiretti - offerto alibi a misure protezionistiche ingiustificate come il blocco delle importazioni, dalla Russia all'Arabia Saudita, con danni incalcolabili. Le necessarie misure di sostegno ai produttori agricoli devono essere accompagnate da un impegno sul piano dell'informazione per favorire la ripresa dei consumi nella produzione ortofrutticola italiana che è leader in Europa per qualità e sicurezza alimentare”.

Coldiretti ha inoltre stilato una classifica dei Paesi europei che hanno pagato più caro il conto dell'epidemia:

Spagna (200 milioni)

Italia (100 milioni)

Olanda (50 milioni)

Francia (30 milioni)

Germania (30 milioni)

Belgio (6 milioni)

Danimarca (0,75 milioni)

Lituania (0,15 milioni).

Francesca Mancuso

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