mais_transgenico

Nonostante le pressioni delle grandi multinazionali, che sperano di aumentare i profitti e rafforzare il proprio potere diffondendo gli OGM, in Europa le coltivazioni di campi di organismi geneticamente modificati tendono a diminuire: lo scorso anno sono calati complessivamente del 3% e la tendenza sembra in aumento.

Ma c’è di più. Secondo i dati ufficiali forniti dall’Unione europea, nel 2010 gli ettari coltivati con mais OGM sono scesi del 13% rispetto al 2009 e la riduzione più evidente si è registrata in Romania (-75% rispetto al 2009) e in Repubblica Ceca (-28%). E a sua volta, secondo i dati dell'ISAAA, il 2009 aveva registrato un -12% rispetto all’anno precedente.

Insomma, la tendenza sembra chiara, anche perché la coltivazione di mais OGM MON810 è espressamente vietata in ben 7 Stati membri dell’Europa, a causa dei rischi ambientali, la possibile diffusione di pollini e le incertezze per la sua salubrità. La coltivazione della patata Amflora, un OGM che resiste agli antibiotici, (unico altro OGM autorizzato da marzo 2010 in Europa) è limitata a 268 ettari in Svezia, Germania e Repubblica Ceca, ma nel corso di quest’anno l’area coltivata con questo OGM è destinata a diminuire ulteriormente.

"I dati a livello europeo – ha detto Federica Ferrario, responsabile della campagna OGM di Greenpeace - mostrano come gli OGM siano un fallimento nei campi e nel mercato. Gli agricoltori e i consumatori non cedono alla propaganda dell'industria biotech. Gli OGM non sono più produttivi o più resistenti a variazioni climatiche estreme rispetto alle colture tradizionali. Mentre presentano seri rischi per l'ambiente.
Come già ribadito lo scorso anno all'unanimità dalle Regioni italiane
- ha continuato Ferrario - in Italia la coltivazione di OGM non solo non è gradita ma rappresenterebbe un problema per la nostra agricoltura e il nostro patrimonio agroalimentare. Quanto dovremo aspettare affinché anche il ministro Galan ufficializzi a livello internazionale che l'Italia vuole rimanere libera dagli OGM?".

Soddisfatta la Coldiretti, che nel riportare i dati del rapporto annuale 2010 dell’ “International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications” (ISAAA) (in cui emerge la conferma della diminuzione del 3% dei campi OGM europei) evidenzia come in Europa ci sia una “crescente diffidenza nei confronti di una tecnologia che gli agricoltori europei stanno abbandonando, anche nei Paesi dove è ammessa, poiché nel coltivare prodotti transgenici non c’è neanche convenienza economica”.

E cosa ne pensano gli italiani?
Secondo l’ultima indagine annuale di Coldiretti-Swg "Le opinioni di italiani e europei sull'alimentazione”, il 73% degli italiani che esprimono una opinione su questo argomento ritiene che i prodotti alimentari contenenti OGM siano meno salutari rispetto a quelli tradizionali, perché mettono in pericolo la biodiversità, la qualità del made in Italy e la tipicità dei prodotti.

Verdiana Amorosi

porta calcio decathlon 2018

Decathlon

Una porta da calcio per giocare in giardino tutto l'anno

cosmetici pelle lavera

Lavera

Come difendere la pelle dall'inquinamento quotidiano

banner guida pulizie

La guida alle pulizie eco

Tante informazioni, zero euro! Scaricala subito

greenMe su Instagram

Sei su Instagram?

Le nostre foto +belle, le notizie che +ami, il tuo giornale sempre con te!

dieta
integratori
lievito madre
ricette vegane
ricette vegetariane
riciclo creativo
rimedi naturali
yoga
sai cosa compri
seguici su facebook
seguici su instagram
guida pulizie
corsi greenme
whatsapp gratis