Xylella, marcia indietro: niente reclusione per chi non sradica gli ulivi malati

Olivi Xylella

Ci aveva lasciato un po’ interdetti l’emendamento al dl Semplificazioni che proponeva il carcere per chi avrebbe disatteso l’obbligo di sradicare gli ulivi infetti

Decreto Semplificazioni al Senato: escono 62 emendamenti e ne restano solo 23 (due emendamenti su tre sono state dichiarati inammissibili). Tra questi, salta anche la discussa norma che contemplava il carcere per chi si opponesse all’eradicazione degli ulivi dichiarati positivi al batterio della Xylella.

Niente stretta anti-Xylella per gli ulivi, quindi, che era stata criticata da più parti proprio per il ricorso, nel caso di mancato rispetto delle norme sulla distruzione degli ulivi malati, anche alla pena carceraria.

L’emendamento è stato così cassato dalla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, in seguito ai dubbi espressi sulla questione dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

La Xylella Fastidiosa è un batterio killer che in due anni, in particolare nel territorio del Salento, ha colpito circa 90mila ettari di oliveti. Il batterio vive e si riproduce nell’apparato conduttore della linfa grezza (i vasi "xilematici", portatori di acqua e sali minerali), e induce pesanti alterazioni alla pianta ospite. È per questo che il batterio porta notevoli danni alla vite, agli agrumi e al disseccamento rapido dell’olivo.

Il provvedimento inserito nel decreto Semplificazioni prevedeva l'obbligo di distruzione degli ulivi infetti, stabilendo per il mancato rispetto delle nuove norme anche la pena da 1 a 5 anni di reclusione.

Per ora il giro di vite anti-Xylella non ci sarà, dichiarato inammissibile dalla presidenza del Senato nel corso del dibattito in Senato.

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Germana Carillo

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