Vendite frutta e verdura

Una nuova ricerca illustra lo squilibrio tra ciò che produce l’agricoltura globale e ciò che la popolazione mondiale richiede per una dieta equilibrata come raccomandato dagli esperti nutrizionisti

Non si fa altro che dire di dover mangiare tantissima frutta e verdura. Ma se tutti sul Pianeta seguissero questo consiglio, ce ne sarebbe a sufficienza? La produzione alimentare attuale soddisfa i bisogni nutrizionali globali?

A domandarselo sono i ricerca dell’Università canadese di Guelph, che in un nuovo studio evidenziano una grossa discrepanza tra la produzione agricola globale e le raccomandazioni dei nutrizionisti.

Alimentare in modo sostenibile la prossima generazione, così come produrre abbastanza cibo per la crescita della popolazione umana riducendo le emissioni di gas serra e altri impatti ambientali derivanti dall’attività agricola, sono le principali sfide globali del XXI secolo. In generale, gli studiosi propongono di affrontare questo problema aumentando la produzione, investendo in tecnologie per incrementare i raccolti, cambiando regimi alimentari e riducendo gli sprechi.

È per questo che gli studiosi canadesi hanno voluto capire se la produzione alimentare globale fosse equilibrata dal punto di vista nutrizionale confrontando la dieta che i nutrizionisti raccomandano rispetto alle statistiche sulla produzione agricola globale.

Ebbene i risultati mostrano che il sistema agricolo globale attualmente sovraproduce cereali, grassi e zuccheri, mentre la produzione di frutta e verdura e di proteine non è sufficiente a soddisfare i bisogni nutrizionali della popolazione di oggi. Non solo: si parla di un vero e proprio fallimento dell’agricoltura globale nel fornire un’alimentazione equilibrata.

produzioni attuali

Correggere questo squilibrio potrebbe ridurre la quantità di terra arabile utilizzata dall’agricoltura di 51 milioni di ettari a livello mondiale, ma aumenterebbe il totale del terreno utilizzato per l’agricoltura di 407 milioni di ettari e aumenterebbe le emissioni di gas serra.

Per una popolazione in crescita, secondo i calcoli dei ricercatori, l’unico modo per seguire una dieta nutrizionalmente bilanciata, salvare la terra e ridurre le emissioni di gas serra è consumare e produrre più frutta e verdura e passare a diete più ricche di proteine vegetali, escludendo la carne. Una tale mossa aiuterà a proteggere gli habitat e a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Infine, i ricercatori hanno fatto una proiezione al 2050, quando la popolazione mondiale dovrebbe raggiungere i 9,8 miliardi di persone, calcolando che, in assenza di cambiamenti nell’attuale regime alimentare, saranno necessari 12 milioni di ettari in più di terra arabile e almeno un miliardo di ettari in più di pascoli.

In sintesi, l’attuale produzione agricola non fornisce la miscela di alimenti necessari alla popolazione mondiale per avere il tipo di dieta equilibrata raccomandata dai nutrizionisti; rettificare questo squilibrio farebbe risparmiare terreno coltivabile, anche salvare i pascoli e ridurre le emissioni di gas richiederebbe più affidamento sulle fonti di proteine vegetali. Inoltre, se la popolazione mondiale crescerà come previsto, la produzione alimentare dovrà cambiare per adattarsi alla terra disponibile, ai livelli accettabili di uso del suolo e alla riduzione di emissioni di gas serra.

È per questo che, ancora una volta, i dati suggeriscono che l’adozione di diete bilanciate a livello nutrizionale che portino a un maggiore consumo di frutta e verdura, oltre che a un minore consumo di cereali lavorati, grassi e zuccheri, insieme a proteine che richiedono meno terreni da produrre, dovrebbe contribuire a garantire diete sostenibili ed equilibrate nei prossimi decenni. Una simile transizione ridurrebbe le emissioni globali di gas serra, migliorerebbe il sostegno alla biodiversità e produrrebbe notevoli benefici per la salute umana.

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