pesticidi neonicotinoidi bando ue 2018

Stop ai pesticidi che uccidono le api. Almeno all'aria aperta. L’Unione Europea, finalmente, mette al bando tre sostanze pericolose per tutti gli insetti impollinatori. Anche l’Italia vota per il divieto assoluto. Una battaglia vinta, anche se non ancora la guerra.

Il voto appena concluso estende il bando parziale in vigore già 2013 per l'imidacloprid e il clothianidin della Bayer e il tiamethoxam della Syngenta e fa seguito all’aggiornamento sulla loro evidente tossicità, pubblicato alla fine di febbraio. Rimane consentito il loro utilizzo solo all’interno di serre permanenti.

Un duro colpo inflitto ai neonicotinoidi, dunque, famiglia di molecole pericolose per le api perché neurotossiche, di cui tutte le sostanze messe al bando fanno parte. La loro presenza, infatti, disorienta gli insetti, rendendoli incapaci anche di tornare nei loro alveari, condannandoli a morte certa prima del previsto, con evidenti ripercussioni su tutto l’alveare.

Ma non solo. La stessa Efsa, nel Regolamento del 2013, scriveva: “L’Autorità ha individuato un rischio acuto elevato per le api derivante dall’esposizione alle polveri rilasciate da diverse colture, dal consumo di residui presenti in pollini e nettare contaminati di alcune colture e dall’esposizione al liquido di guttazione del mais. Inoltre, per alcune colture non si possono escludere rischi inaccettabili dovuti a effetti acuti o cronici sulla sopravvivenza e sullo sviluppo delle colonie”. Dei veri e propri veleni, insomma.

La guerra comunque, è ancora in corso. Purtroppo infatti, altri pesticidi della stessa famiglia sono attualmente consentiti in Europa, in particolare acetamiprid, thiacloprid, sulfoxaflor e flupyradifurone.

E l’acetamiprid è quello che tra pochi giorni tutte le aziende agricole del Salento saranno obbligate ad usare per contrastare l’insetto che provoca la diffusione della Xylella (la sputacchina). L’acetamiprid, quindi, non solo non è vietato, ma è anche particolarmente “sponsorizzato” per il suo effetto insetticida.

Peccato che studi recenti abbiano accomunato, almeno in parte, questo pesticida con gli altri tre finalmente vietati. Anche se la sua tossicità per le api sembra più bassa, infatti, non si può di certo dire che sia una sostanza innocua, e chissà cosa accadrà se sarà usata in modo così intenso.

L’unico modo per uscire da questo potenziale disastro è vietare tutti i neonicotinoidi, come chiesto a gran voce da scienziati e associazioni di agricoltori con una petizione indirizzata agli stati dell’UE, ai leader mondiali e ai Ministri della Salute e dell’Agricoltura.

Le api hanno bisogno di tutti noi.

Per altre informazioni sui pericoli che corrono le api leggi anche:

Roberta De Carolis

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