xylella

Xylella in Puglia, si teme ancora per il batterio che ha messo in ginocchio gli ulivi secolari della Puglia. A febbraio scorso è stato effettuato un nuovo monitoraggio da parte dell'ARIF, l'Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali della regione, per completare la zona di contenimento e la zona indenne non concluse a dicembre 2017.

L'ultimo aggiornamento è stato inviato al servizio nazionale e anche alla commissione europea, riportando i dati fino al 23 marzo 2018. Ed ecco cosa è cambiato.

Durante la campagna 2017-2018 sono stati presi in esame 1.626 chilometri quadrati di territorio nelle fasce di contenimento e cuscinetto con il prelievo e l'analisi di campioni da 169.124 piante. Tra queste, quelle infettate dalla Xylella sono state 3.058 trovate infette.

Un numero leggermente più alto rispetto ai dati provvisori, disponibili al 31 dicembre del 2017 quando gli ulivi infetti erano 2.980 su un totale di 125.345 campioni analizzati. Anche se il numero è cresciuto, in realtà, il tasso di piante infette sul totale di quelle esaminate si è ridotto dal 2,3% all'1,8%. Una magra consolazione ma non si può parlare di boom rispetto allo scorso anno.

Ne sono certi l'assessore all'Agricoltura Leonardo Di Gioia e il direttore del dipartimento Gianluca Nardone che hanno detto: “Il servizio fitosanitario della Regione Puglia precisa che non esiste alcun boom di casi xylella, come dimostrano i dati”.

Eppure i numeri resi noti dall'Ansa, appresi da esperti della Regione Puglia, raccontano un'altra storia, con una crescita più alta rispetto ai 2924 focolai di cui si è avuta notizia il 23 marzo scorso grazie a uno studio reso noto dall'Osservatorio fitosanitario Xylella.

Secondo i dati, gli ulivi colpiti sono il quadruplo rispetto ai 2 mesi precedenti, in crescita rispetto ai 2251 registrati il 7 marzo scorso. Secondo quanto riportato dall'Ansa, nell'ultimo anno di controlli e di monitoraggio della Xylella in Puglia, sono stati esaminati tra i 160 ed i 180 mila campioni. Sono state inoltre abbattute circa 800 piante infette nella zona di contenimento, ossia l'area che taglia in due la regione nel brindisino, dall'Adriatico allo Ionio, dove si eradicano i soli alberi infetti.

In generale, nell'ultimo biennio, a fronte di 325 mila campioni analizzati, è risultato infetto l'1% delle piante. Eppure, stando ai numeri dell'Osservatorio, a marzo i casi sono stati molto più numerosi.

Quali sono le aree con il maggior numero di piante infette? In assoluto gode di questo triste primato la zona tra Oria e Francavilla nel brindisino con oltre 300 ulivi colpiti dalla Xylella.

“Gli ultimi 7 focolai accertati sono quelli di Ostuni (4), Cisternino (2) e Ceglie messapica (1), che hanno portato alla riperimetrazione della zona cuscinetto (tra Fasano, Locorotondo e Cisternino) dove oltre agli alberi infetti si eradicano le piante ospiti entro i 100 metri dal focolaio. A Nord della zona cuscinetto risulta tutto indenne ed i controlli hanno oramai superato la provincia di Bari. La prossima campagna annuale di monitoraggio, che ha un costo tra i 3 ed 3,5 milioni di euro, partirà a breve ed interesserà nuovamente i 1800 km quadrati già due volte monitorati ettaro per ettaro”.

Intanto, questa mattina si è svolta una conferenza stampa indetta dal Comandante Carabinieri Forestali del Comando Puglia, Generale Giuseppe Silletti, nella quale è stata presentata la campagna di prevenzione e controllo della Xylella sul territorio pugliese, cui ha partecipato anche il direttore di Dipartimento regionale Agricoltura, Gianluca Nardone.

L'attività di informazione sarà curata dai Carabinieri forestali ed è volta ad aiutare gli agricoltori colpiti dalla batteriosi, sulla base delle linee guida di riferimento previste dalla Regione in conformità alle decisioni europee.

“L'attività di informazione delle forze dell'ordine consentirà, come auspichiamo, di ridurre al minimo l'impreparazione degli agricoltori che, agendo tempestivamente, potranno evitare completamente le sanzioni che si cumulerebbero ai già tanti danni provocati dalla Xylella. Serve la collaborazione di tutti: ciascuno è colpito nella sua quota dalla batteriosi, dagli effetti che questa ha sulla capacità produttiva delle aziende, e quindi sul reddito. Ma non bisogna dimenticare l'impegno verso la collettività che si esplica anche con lavori agricoli in quelle zone già colpite dalla batteriosiha detto l'assessore alle risorse agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo di Gioia.

Dopo l'attività atività di informazione che fornirà le linee guida di riferimento sia per le aziende colpite dall’emergenza che per le aziende, dal 1° maggio inizierà un’azione repressiva della durata di 45 giorni contro chi non si sarà adeguato.

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Francesca Mancuso

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