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Novità sul fronte glifosato, il report dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) sulla non cancerogenicità del pesticida più utilizzato al mondo, è stato redatto copiando e incollando parti di un dossier della Monsanto.

A darne notizia è il quotidiano inglese The Guardian. Confermati, dunque, i dubbi che gli studi non fossero indipendenti (ricordiamo, infatti, che in un primo momento il glifosato era stato classificato anche dall'Efsa come cancerogeno).

Alla luce di questo, ci potrebbero essere importanti sviluppi come ad esempio, un possibile stop da parte dell’Unione europea all’autorizzazione delle vendite dell’erbicida Round Up.

Cento pagine, dunque, copiate dal dossier della multinazionale che produce il glifosato e gestisce un mercato mondiale da miliardi di euro. Una svolta che potrebbe influenzare la decisione dei governi europei, tra cui l’Italia, chiamati a votare nei prossimi mesi, sul rinnovare o meno l’autorizzazione per il commercio e l’uso di glifosato, che è in scadenza alla fine di quest’anno.

La decisione è strettamente legata al rapporto Efsa che stabilisce l’impatto del pesticida sulla salute umana e i rischi ambientali. Più volte, erano stati sollevati dubbi sull’affidabilità di questo dossier, soprattutto dopo che lo Iarc insieme all’Organizzazione mondiale della Sanità, lo aveva considerato, come potenzialmente cancerogeno.

Sebbene l’Efa, abbia da sempre dichiarato che la propria opinione è basata esclusivamente su valutazione obiettiva delle ricerche scientifiche sul glifosato, adesso qualcosa non quadra.

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Confrontando, infatti, la richiesta di rinnovo dell’autorizzazione che Monsanto aveva presentato nel maggio 2012 per conto della Glyphosate Task Force, un consorzio di oltre 20 aziende che commercializzano prodotti a base di glifosato in Europa e la relazione dell’Efsa, alcune parti coincidono alla lettera.

E sono proprio quelle parti in cui si smentisce la genotossicità, la cancerogenicità e la tossicità riproduttiva del glifosato.

“Il copia e incolla, sia che sia stato fatto di proposito o per negligenza, non è accettabile. La questione mette in discussione tutto il processo di approvazione dei pesticidi da parte dell’Ue. Se i legislatori si affidano alle valutazioni dell’industria senza effettuarne di nuove, allora la decisione sulla sicurezza dei pesticidi sono sostanzialmente in mano all’industria”, dice Franziska Achterberg, direttrice della politica alimentare europea di Greenpeace.

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Vedremo adesso cosa succederà, di certo i documenti sembrano confermare che l’Efsa non abbia condotto nessuna revisione indipendente degli studi scientifici sui potenziali impatti del glifosato sulla salute umana, prendendo per buona la valutazione fornita dall’azienda produttrice.

Dominella Trunfio

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