La Monsanto è colpevole di ecocidio e violazione di diritti fondamentali

monsanto glifosato

L’International Monsanto Tribunal ha ascoltato le testimonianze legate a 6 domande cruciali e ha diffuso la sua opinione sul comportamento della Monsanto e sui suoi presunti crimini contro l’ambiente e l’umanità e violazioni di diritti fondamentali.

Si tratta di un tribunale informale, che si riunisce a cadenza periodica, formato da esponenti di organizzazioni che si occupano di diritto internazionale e che appunto diffondono analisi giuridiche per chiarire obblighi e conseguenze di alcune attività della Monsanto Company. Ecco alcune delle risposte alle domande poste a questo tribunale di opinione.

Il diritto a un ambiente sano

La Monsanto ha agito per garantire la tutela di un ambiente sano, pulito, sostenibile, così come riconosciuto dal diritto internazionale (Risoluzione 25/21 del Human Rights Council, 15 April 2014), considerando anche le responsabilità imposte alle aziende dai Guiding Principles on Business and Human Rights? Il diritto ad un “ambiente salutare” è rintracciato dal tribunale già nei risultati della conferenza Onu di Stoccolma del 1972. Il presupposto è che l’ambiente sano è la base perché i diritti umani si possano sviluppare. Almeno 140 stati hanno già inserito questo diritto nella propria legislazione. Secondo il tribunale, la Monsanto ha intrapreso attività che hanno avuto impatto negativo sulla tutela di un ambiente sano, legate all’utilizzo di erbicidi e pesticidi e considerando gli effetti anche su comunità che non hanno ricevuto le informazioni adeguate sul problema.

Il diritto di accesso al cibo

La Monsanto ha infranto il diritto di accesso al cibo riconosciuto dalla International Covenant on Economic, Social and Cultural Rights, dalla convenzione sui diritti dell’Infanzia e da quella sull’eliminazione di discriminazioni nei confronti delle donne? Si tratta di un diritto inteso come possibilità di avere a disposizione cibo o mezzi per procurarselo, un diritto che deve essere rispettato anche dalle grandi aziende. Secondo il tribunale la Monsanto ha infranto questo diritto, interferendo sulla disponibilità di cibo e sulla capacità degli individui di accedervi, o limitando la possibilità di scegliere cibo non-Ogm. Inoltre, i semi geneticamente modificati rappresentano una minaccia per la biodiversità. Le attività della Monsanto hanno poi danneggiato i terreni e l’acqua e la contaminazione ha portato molti agricoltori ad abbandonare le loro terre.

Il diritto allo standard più elevato di salute

E’ un diritto che va di pari passo con altri: accesso a cibo, acqua, servizi sanitari, ambiente sano. Riguarda la sfera fisica, mentale e sociale degli individui. Secondo il tribunale, che ha ascoltato testimonianze sullo sviluppo di varie patologie e decessi, la Monsanto è colpevole di aver venduto sostanze pericolose, velenose, pur conoscendone i possibili effetti. C’è anche un cenno al glifosato e a Roundup, il prodotto della Monsanto nel mirino da tempo di chi sostiene che provochi danni alla salute umana e all’ambiente.

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La libertà indispensabile alla ricerca scientifica

E’ un altro tassello indispensabile perché gli altri diritti siano rispettati e, sostanzialmente, coincide con la libertà di espressione e di informazione. La Monsanto ha violato questi diritti diffondendo informazioni ingannevoli, minimizzando le conseguenze dell’utilizzo dei propri prodotti e screditando studi scientifici indipendenti. In altre parole, la Monsanto ha adottato misure per ridurre al silenzio alcuni scienziati o nel tentativo di mettere in cattiva luce i loro studi, calpestando il diritto all’informazione.

Complicità in crimini di Guerra

In questo caso, il tribunale non menziona prove concrete che dimostrino la responsabilità della Monsanto, tra gli altri, per quanto riguarda i 70 mln di litri di Agent Orange (contenente diossina) spruzzato su circa 2,6 mln di ettari di terreni che ha provocato seri danni alla salute di molte persone in Vietnam e che ha portato in tribunale anche molti veterani di Usa, Nuova Zelanda, Australia e Corea.

Crimini contro l’ambiente

Sta aumentando la consapevolezza delle conseguenze di alcune pratiche sull’ambiente e sull’importanza di tutelare gli ecosistemi per tutelare anche la salute delle generazioni future e del Pianeta. Alcune azioni della Monsanto potrebbero essere state un “ecocidio”, basti pensare all’introduzione di semi Ogm, all’impiego su larga scala di pericolosi pesticidi e così via, tutte azioni che hanno messo a repentaglio la biodiversità e le condizioni di acque e terreni.

Anna Tita Gallo