Glifosato: così le multinazionali stanno comprando il mondo scientifico per occultarne la pericolosità (Rapporto)

glifosato cover

Le aziende produttrici di glifosato stanno comprando il mondo scientifico. È quanto emerge da un nuovo rapporto redatto da Global2000 dal titolo ‘Buying science’.


È una battaglia senza fine quella sul glifosato, il diserbante non selettivo che distrugge tutte le piante e che è stato classificato dallo Iarc come sostanza probabilmente cancerogena per l’uomo. 

Il Paese del mondo dove l’uso di glifosato è più esteso è l’Argentina con le sue distese di campi destinate all’agricoltura, dove si produce cibo che va a finire su tutte le tavole del mondo.

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Secondo il rapporto, Monsanto azienda leader del settore e altri produttori di glifosato ‘sembrano aver distorto le prove scientifiche sugli effetti per la salute pubblica dell’erbicida, al fine di mantenere sul mercato questa controversa sostanza’.

Tra il 2012 e il 2016, infatti, le aziende avrebbero sponsorizzato una serie di recensioni pubblicate su riviste scientifiche, che spiegano che il glifosato e tutte le sue formulazioni, non sono nocive per la salute umana.

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Per ‘Buying Science’, questi pareri sulla cancerogenicità e genotossicità, ovvero la capacità di modificare il DNA del glifosato:

“contengono gravi difetti scientifici, che vanno dall'omissione di dati alla violazione delle linee guida dell'OCSE per la valutazione degli studi sul cancro nei roditori. Tali recensioni assegnano, inoltre, un maggior peso agli studi condotti dalle industrie, non pubblicati, piuttosto che a quelli pubblicati in riviste scientifiche specializzate dopo un severo processo di valutazione”, si legge.

Solo qualche tempo fa, noi vi avevamo parlato per esempio di uno studio scientifico che dimostrava che il glifosato danneggia il fegato, provocando l’insorgere della malattia del fegato grasso non alcolico.

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Una ricerca importante perché la prima a dimostrare un nesso causale tra l’esposizione al glifosato e l’insorgere di un grave disturbo. Senza considerare che altri studi hanno fatto luce su una possibile relazione tra glifosato e l’autismo, la celiachia, la depressione e l’ansia.

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Nonostante ciò, nella storia controversa c’è stato anche il dietrofront dell’Organizzazione mondiale della Sanità che nel 2015 aveva inserito il glifosato tra le sostanze potenzialmente cancerogene, per poi ritrattare sostenendo che non ci sono evidenze sulla pericolosità.

Adesso nel rapporto si parla di evidenti mancanze scientifiche, che però non impediscono a diverse autorità di regolamentazione europee e statunitensi, di fare riferimento proprio a questi articoli sponsorizzati dall'industria del glifosato.

Ad esempio, si legge, l'Istituto tedesco federale per la valutazione dei rischi (BfR), l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e la USA Environmental Protection Agency (EPA) hanno tutti utilizzato gli argomenti degli studi “sponsorizzati”, al posto di quelli indipendenti e pubblicati.

"I produttori di glifosato hanno ingannato le autorità di regolamentazione di tutto il mondo in ogni modo per minimizzare gli effetti allarmanti del glifosato sulla salute. Il fatto che le agenzie abbiano accettato la loro 'assistenza' è niente di meno che uno scandalo", dice Helmut Burtscher, uno degli autori dello studio e gli organizzatori della fermata glifosato ECI.

glifosato argentina

Tutte le organizzazioni che hanno presentato il rapporto sono i promotori dell’iniziativa dei Cittadini Europei “Fermiamo il Glifosato (#STOPGLYPHOSATE)" di cui anche greenMe.it è sostenitrice. Sul come aderire ve ne avevamo parlato qui

Questa iniziativa vuole chiedere alla Commissione Europea di:

• Proporre agli Stati membri dell’UE di mettere al bando il glifosato
• Riformare le procedure di approvazione dell’erbicida
• Prendere una decisione sulla riduzione dell’uso di pesticidi e erbicidi

Inoltre, l’Ice chiede di "garantire che la valutazione scientifica dei pesticidi per l’approvazione regolamentare dell’UE si basi unicamente su studi pubblicati, che siano commissionati dalle autorità pubbliche competenti anziché l’industria dei pesticidi”.

“Le decisioni sul futuro del glifosato dovrebbero essere guidate dalla revisione indipendente delle prove da parte della Iarc”, conclude Burtscher.

glifosato roundup fegato

COME FIRMARE ONLINE CONTRO IL GLIFOSATO

Riassunto degli obiettivi:

1) Vietare gli erbicidi a base di glifosato, una sostanza messa in relazione con il cancro negli esseri umani e con il degrado degli ecosistemi;

2) garantire che la valutazione scientifica dei pesticidi per l’approvazione regolamentare dell’UE si basi unicamente su studi pubblicati, che siano commissionati dalle autorità pubbliche competenti anziché l’industria dei pesticidi;

3) fissare obiettivi di riduzione obbligatori per l’uso dei pesticidi al livello dell’UE, in vista di un futuro senza pesticidi.

Se anche tu vuoi un futuro libero da pesticidi tossici firma qui

 

Dominella Trunfio