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Sembra ieri che si parlava di salvare gli ulivi dalla xyllela, oggi vanno salvati dal gasdotto. Succede ancora una volta in Puglia, dove comitati di protesta fanno da scudo umano alle ruspe.

Oltre 200 manifestanti per salvare 200 ulivi, per il secondo giorno consecutivo si scende in piazza per dire no alla costruzione del gasdotto Tap, che attraverserà diverse nazioni e trasporterà metano dai Balcani in Italia attraversando il mar Adriatico.

Lunedì sarebbero dovuti iniziare i primi lavori nel comune di Melendugno in provincia di Lecce, ma diversi gruppi hanno bloccato le ruspe per salvare dalla rimozione circa 200 ulivi (da ripiantare una volta completato il gasdotto).

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Vani i tentativi delle forze dell’ordine di aprire la strada chiusa dai manifestanti. Dalla parte dei cittadini, il governatore Emiliano che considera la Tap come 'un’opera illegittima', pur sottolineando che non ha il potere di intervenire poiché il governo italiano aveva dato il via libera alla costruzione, considerata strategica per l’economia.

La battaglia per salvare gli ulivi si inserisce chiaramente nella battaglia contro il gasdotto, ennesimo elemento di disturbo in un territorio che vive di agricoltura.

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Secondo i sindaci delle zone in cui l’ecomostro dovrebbe sorgere, la multinazionale non ha le autorizzazioni necessarie. In particolar modo il sindaco di Melendugno ha firmato due atti in cui diffida per mancanza di valutazione dell’impatto ambientale.

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La situazione ad oggi è bloccata, perché sebbene il governatore Emiliano dica che lo stesso spostamento degli ulivi è illegittimo, sostiene anche che la Regione non ha strumenti per poter bloccare i lavori.

Attualmente l’azienda ha ordinato uno stop di 24 ore in attesa di una mediazione con i manifestanti che avverrà per voce del prefetto leccese, ma la situazione è ancora tutta da definire.

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Che cos’è il Tap

Il Tap attraverserà Grecia, Albania, Italia per l' Adriatico e Mar Caspio, un totale di 870 chilometri. Non dimentichiamo però, che il ministero dell’Ambiente ha dato il via libera al progetto e la stessa Procura di Lecce ha archiviato l’inchiesta su presunte irregolarità.

Tra i manifestanti, un nostro lettore, che ci scrive:

“Il Tap ha individuato come approdo una zona costiera (Marina di San Foca - Melendugno) da sempre bandiera blu e di forte attrazione turistica oltre che di vocazione agricola. Da qui, si sono susseguiti nullaosta negati e pareri negativi da parte degli enti territorialmente competenti (comuni e Regione) progetti rimodulati dalla società senza le dovute autorizzazioni, ignorati dal ministero che, ritenendo l'opera di importanza strategica nazionale, ha comunque concesso il via libera".

Dominella Trunfio

Foto: Marco De Carlo

 

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