Fusione Bayer-Monsanto: 10 pericoli per salute e ambiente

fusione bayer monsanto

La temuta fusione tra Bayer e Monsanto da pochi giorni è diventata realtà. Il colosso farmaceutico europeo e la multinazionale degli Ogm statunitense hanno trovato un accordo dopo un lungo tira e molla e Monsanto ha accettato l’offerta da 66 miliardi di Bayer. Quali conseguenza avrà questa fusione per la salute e per l’ambiente in Italia e in Europa?

Speriamo innanzitutto che l’Italia prenda sempre più le distanze dai prodotti di Monsanto, non solo da quelli contenenti glifosato, come gli erbicidi, ma anche dagli Ogm che a questa sostanze risultano resistenti.

È arrivato il momento di vietare totalmente, senza ambiguità il glifosato dall’agricoltura italiana e di continuare a sostenere un fermo ‘No’ agli Ogm nel nostro Paese. Bayer è leader per i pesticidi, mentre Monsanto lo è per la produzione di sementi Ogm. Cosa succederà adesso in Europa e in Italia?

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1) Monopolio delle multinazionali

Secondo l’Aiab, grazie alla Monsanto l'agribusiness di Bayer potrebbe acquisire un ruolo molto più rilevante. La società statunitense guadagna attraverso sementi e fitofarmaci circa 13 miliardi di euro l'anno. Le due aziende potrebbero commercializzare circa un quarto dei fitofarmaci venduti a livello mondiale. Inoltre potrebbero avere un ruolo di primo piano nel settore statunitense dei semi di soia e di cereali.

2) Nuove malattie

Secondo Vincenzo Vizioli, presidente Aiab, il nuovo gigante sembra pensato appositamente per creare nuove malattie, attraverso l’utilizzo di pesticidi agricoli, e per introdurre sul mercato farmaci per curarle.

3) Controllo delle sementi

Purtroppo con la fusione Bayer-Monsanto si aggrava il problema del controllo delle sementi da parte di poche grandi aziende agritech. Si tratta di un pericolo per la biodiversità in agricoltura e di un motivo in più per continuare a conservare i semi locali e antichi.

4) Diffusione degli Ogm

L’unione tra le due multinazionali è nata probabilmente – secondo la Coldiretti - per favorire l’avanzata di Monsanto in Europa dato che i tentativi di incrementare la coltivazione di Ogm in UE negli ultimi anni sono falliti e che la coltivazione di mais Monsanto nei pochi Stati europei in cui è ammessa risulta costantemente in calo. Ora Monsanto rafforzerà la propria posizione in Europa e cercherà di introdurre nuovi Ogm oltre al mais MON810?

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5) Maggiore impiego di pesticidi e erbicidi

Secondo la Coldiretti le multinazionali hanno tutto l’interesse a concentrare la commercializzazione di fitofarmaci e sementi per garantirsi profitti in un  momento in cui, tra l’altro, il mercato europeo anche per i nuovi indirizzi di Politica Agricola Comunitaria finalizzati a garantire processi di produzione a basso impatto ambientale, hanno determinato una sensibile riduzione nell’uso dei prodotti fitosanitari, mentre la positiva scelta della quasi totalità degli Stati europei, di rifiutare il ricorso alle sementi Ogm ha determinato una contrazione del volume di affari delle multinazionali dell’agrochimica sul mercato europeo.

6) Rischi per agricoltura e biodiversità  

Inoltre secondo Coldiretti la fusione Bayer-Monsanto genera una posizione di oligopolio che aumenta anche lo squilibrio di potere contrattuale nei confronti degli agricoltori e sarà anche necessario difendere la competitività del Made in Italy. Per l’Italia è necessario salvaguardare il patrimonio unico di biodiversità di cui dispone con un maggiore impegno nel presidio di un settore determinante per la difesa dell’ambiente

7) Glifosato, cancro e inquinamento

Tra i prodotti di Monsanto più temuti troviamo il glifosato, che lo scorso anno lo IARC ha classificato tra le sostanze probabilmente cancerogene per l’uomo. Il glifosato è una probabile minaccia per la nostra salute e una sostanza sicuramente dannosa per l’ambiente perché inquina terreni, mari e fiumi. Il glifosato è l’ingrediente principale del Roundup di Monsanto, l’erbicida più utilizzato nel mondo.

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8) Il futuro del nostro cibo

Quale sarà il futuro del nostro cibo? Con la fusione tra Bayer e Monsanto sopraggiunge il rischio che un oligopolio di multinazionali prenda sempre di più il controllo del nostro cibo a partire da ciò che viene coltivato nei campi e dai metodi agricoli utilizzati, con possibile abuso di pesticidi e erbicidi, a sfavore dell’agricoltura biologica.

9) Ttip

Mentre gli accordi per il Ttip, il trattato commerciale transatlantico tra Ue e Usa, procedono piuttosto lentamente, Monsanto grazie alla fusione con Bayer ha trovato forse il modo di aggirare il problema e di allungare i propri tentacoli sull’Europa unendo il proprio nome a quello della multinazionale tedesca.

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10) Pericoli per l’Italia

Quali ripercussioni avrà la nuova fusione sull’agricoltura italiana? Non possiamo ancora dirlo ma ciò che conta è che il nostro Paese continui a battersi per difendere la biodiversità, contro le coltivazioni Ogm e contro l’abuso di pesticidi e fitofarmaci.

“È evidente la necessità per l’Italia di salvaguardare il patrimonio unico di biodiversità di cui dispone con un maggiore impegno nel presidio di un settore determinante per la difesa dell’ambiente ma anche per la competitività del Made in Italy” - ha spiegato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

La fusione tra Bayer e Monsanto segue l’acquisizione del gruppo Syngenta da parte di Chemchina e la fusione tra Dow Chemical e Dupont a conferma dei rischi di una eccessiva concentrazione di poche multinazionali su mercati come quelli delle sementi che sono strategici per la sovranità alimentare dei singoli Paesi.

Marta Albè