valmir de oliveira

Syngenta, multinazionale produttrice di Ogm e pesticidi con sede in Svizzera, è stata dichiarata legalmente responsabile per l’omicidio di Valmir de Oliveira, contadino brasiliano conosciuto come Keno, e per il tentato omicidio di Isabel de Souza Nascimento.

Entrambi erano membri di Via Campesina e sono stati vittime degli attacchi da parte di guardie armate avvenuti per volere della multinazionale nel 2007. Lo ha stabilito il giudice Pedro Ivo Moreiro presso il primo Tribunale Civile di Cascavel County.

La multinazionale dovrà risarcire i parenti di Keno e di Isabel per i danni morali e materiali che ha provocato. La causa era stata presentata nel 2010, con il tentativo di ottenere risposte da parte dello Stato per quanto riguarda la responsabilità di Syngenta nell’attacco avvenuto da parte di guardie armate private presso Santa Tereza do Oeste nel 2007.

I contadini di Via Campesina avevano protestato contro gli esperimenti illegali sugli Ogm condotti da Syngenta. Isabel Nascimento dos Santos, sopravvissuta al tentato omicidio, si è dichiarata felice per la decisione del giudice, ben al di là del rimborso finanziario.

Durante l’attacco organizzato da Syngenta nel 2007, Isabel fu gravemente ferita. Finalmente, a suo parere, la giustizia ha riconosciuto la colpevolezza di Syngenta nell’accaduto. Che sia stata dichiarata la responsabilità di Syngenta è davvero un’eccezione alla regola, dato che le multinazionali degli Ogm sembrano non seguire regole per le loro sperimentazioni, ma nemmeno nel rispetto dei diritti umani.

La vicenda risale al 21 ottobre 2007, quando un gruppo armato formato da circa 40 uomini provenienti dalla società di sicurezza privata NF attaccò il campo in cui Syngenta stava sperimentando coltivazioni transgeniche nella località di Santa Tereza do Oreste. Il campo era stato occupato da circa 150 membri di Via Campesina.

I contadini avevano denunciato ciò che Syngenta stava compiendo. Stava cioè conducendo esperimenti illegali con il mais Ogm in una zona cuscinetto del Parco Nazionale di Iguaçu, una pratica vietata dalla legge sulla Biosicurezza. Le coltivazioni transgeniche e l’uso di pesticidi stavano impedendo ai contadini e alle popolazioni native di coltivare il proprio cibo secondo la tradizione. I contadini avevano deciso di lottare per i propri diritti e contro la privatizzazione delle sementi.

Syngenta detiene il 19% del mercato agrochimico ed è la terza società con il più alto profitto nella commercializzazione di sementi nel mondo. L’uso della violenza per attaccare i contadini è imperdonabile. Finalmente la multinazionale pagherà per ciò che ha fatto, o almeno ce lo auguriamo, anche se qualsiasi rimborso in denaro non servirà a riportare in vita il contadino ucciso.

Nella zona in cui avvenne l’attacco, è ora attivo il Centro di Ricerca in Agroecologia nato in onore di Keno. Le prove contro Syngenta sono considerate schiaccianti, ma purtroppo la multinazionale potrebbe presentare un appello contro la decisione del giudice. La speranza è che la difesa dei diritti umani possa avere la meglio.

Marta Albè

Fonte foto: Medium

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