voto ttip

TTIP, nella giornata di domani, 8 luglio 2015, il Parlamento Europeo riunito a Strasburgo voterà la relazione di iniziativa sul famigerato trattato commerciale transatlantico tra Europa e Stati Uniti.

Per contrastare il varo di questi negoziati, 483 organizzazioni della società civile di tutta Europa, comprese Slow Food e Stop TTIP Italia, chiedono in una lettera aperta indirizzata ai membri del Parlamento europeo di votare contro il Ttip.

Il Parlamento Europeo avrebbe dovuto votare in materia di Ttip il 10 giugno, ma il dibattito e il voto sono stati rimandati dopo la presentazione di oltre 200 emendamenti all'accordo e dopo le numerose pressioni e petizioni presentate dalle organizzazioni e supportate dall'opinione pubblica.

L'Alleanza Stop-TTIP esprime le opinioni della società civile: oggi, 2,3 milioni di persone richiedono che siano bloccati i negoziati. Secondo Slow Food, l'unica soluzione è un rifiuto completo del Trattato. Slow Food chiede al Parlamento europeo di rifiutare il Ttip e di non scendere a compromessi su alcun emendamento.

Come ha affermato Carlo Petrini, presidente di Slow Food: "Se il Ttip viene approvato, il nostro sistema alimentare quotidiano, già soggetto a un cambiamento drastico e insidioso, diventerà sempre più slegato dalla dimensione umana. Gli accordi di libero scambio, a partire dal Nafta, non hanno portato ad alcun miglioramento della qualità della vita dei piccoli produttori e di chi è economicamente svantaggiato, ma hanno solo moltiplicato i guadagni degli speculatori più ricchi".

Secondo Ursula Hudson, presidente di Slow Food Germania, così come è attualmente strutturato il Ttip non è accettabile: "Non è quello di cui abbiamo bisogno: vogliamo democrazia, trasparenza e protezione legale per gli individui, e non più diritti per le multinazionali che vogliano citare una controparte in giudizio. Vogliamo proteggere e sviluppare le politiche ambientali europee, gli standard che abbiamo già raggiunto, invece di subordinarli alla logica del libero scambio".

La Campagna Stop TTIP Italia chiarisce la sua posizione a pochi giorni dalla votazione della Relazione Lange sul TTIP al Parlamento europeo di Strasburgo, che dovrebbe dare una cornice negoziale più definita alla Commissione europea.

A parere di Stop TTIP Italia, la Relazione Lange più che un tentativo di dare limiti invalicabili alla Commissione europea appare come un tentativo di mediazione al ribasso tra i due partiti di maggioranza relativa, Socialdemocratici e Popolari, più interessato agli equilibri interni che non a una reale incisività sul negoziato. La Relazione è molto fumosa, con dichiarazioni generali incapaci di definire chiaramente un confine invalicabile.

Tra gli elementi di criticità si sottolineano il compromesso sull'arbitrato internazionale, frutto di mediazioni al ribasso, e la questione del "non abbassamento degli standard agroalimentari", chiaramente smentita dal documento negoziale dell'UE, reso pubblico grazie alle pressioni della società civile. Sul testo si indica come unico riferimento il Codex Alimentarius, che ha standard meno stringenti dell'EFSA, l'Agenzia europea sulla sicurezza alimentare. E quello che conta è la posizione della Commissione Europea considerato che la Risoluzione del Parlamento ha carattere eminentemente consultivo.

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La Campagna Stop TTIP Italia ritiene totalmente inadeguata la Risoluzione Lange su molti punti. Chiede dunque che vengano sostenuti tutti gli emendamenti che la società civile internazionale ha proposto, che prevedono: l'esclusione dell'ISDS in ogni sua forma; l'esclusione esplicita dei servizi pubblici dal tavolo negoziale come per l'audiovisivo; chiarezza sui servizi che si vorrebbero privatizzare (lista positiva); capitolo sullo sviluppo sostenibile vincolante; chiarezza su quali standard di riferimento sull'agroalimentare si vogliono prendere come riferimento

Infine, Stop TTIP Italia sottolinea che gli emendamenti proposti e la pressione conseguente ha come obiettivo quello di rendere palesi le criticità, troppo spesso tenute nascoste, e di contribuire a uno scenario meno problematico, nella malaugurata ipotesi che il TTIP venga portato a conclusione.

Firma qui la petizione per dire stop al TTIP.

Marta Albè

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