ttip voto rimandato

TTIP, voto rinviato a data da destinarsi. Oggi, mercoledì 10 giugno, a Strasburgo non si voterà sulla relazione Lange dedicata al trattato transatlantico per il commercio tra Unione Europea e Stati Uniti.

La decisione di rinviare il voto è stata intrapresa dal presidente Schulz applicando l'articolo 175 del Parlamento Europeo, dopo una consultazione con il presidente della Commissione Commercio Internazionale. Le motivazioni della decisione sono legate ai 200 emendamenti presentati e alla richiesta di voti separati e con chiamata nominale.

Il rinvio risulta inaspettato dato che proprio negli ultimi giorni i leader internazionali riuniti per il G7 avevano richiesto un accelerazione delle trattative sul TTIP. Evidentemente le pressioni dell'opinione pubblica stanno funzionando.

In Italia negli ultimi mesi si sono rafforzate le attività di divulgazione sui rischi del TTIP per i prodotti in vendita nel nostro Paese e le campagne organizzate da Stop TTIP Italia si sono fatte sempre più accese, fino a portare ad un rinvio del voto previsto per oggi a data da destinarsi.

Pare che per quanto riguarda gli accordi sul TTIP ci siano ancora diverse questioni su cui discutere e da risolvere prima di arrivare al voto. I timori legati al TTIP riguardano soprattutto l'importazione in Europa e in Italia di carne prodotta con antibiotici e ormoni vietati in UE e di prodotti Ogm.

La petizione contro il TTIP lanciata da Stop TTIP Italia ha raccolto ben 2 milioni di firme. L'invito alle istituzioni dell'Unione Europea e dei suoi Stati membri è quello di interrompere le negoziazioni con gli Stati Uniti sul TTIP e a non stipulare l'accordo economico e commerciale globale (Comprehensive Economic and Trade Agreement - CETA) con il Canada.

La pressione della società civile e la raccolta firme per la petizione hanno certamente giocato un ruolo decisivo sul rinvio del voto per il TTIP. I leader del G7 fino a ieri prevedevano di concludere l'accordo per il trattato transatlantico entro la fine del 2015, ma forse dovranno rivedere i propri piani.

Sarà la Commissione Commercio Internazionale (INTA) a vagliare le prossime decisioni sul TTIP ed è proprio verso di essa che dovranno rivolgersi le prossime pressioni della società civile per fermare un accordo considerato rischioso per la sicurezza dei cittadini e per la qualità dei prodotti in vendita.

Firma qui la petizione per dire stop al TTIP.

Marta Albè

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