ttip trattato transatlantico

TTIP, quali sono i rischi e i pericoli che si nascondono dietro l'accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea? L'Italia e l'Europa negli ultimi mesi si sono mobilitate, grazie ad associaizoni e cittadini, per fermare il trattato transatlantico UE-USA con manifestazioni di piazza e tweet bombing.

Ci chiediamo quali saranno le conseguenze dell'accordo per l'agricoltura, l'allevamento e i cittadini. Via libera ad OGM, pesticidi tossici in agricoltura e antibiotici negli allevamenti?

1) Etichettatura OGM

Con la semplificazione degli scambi commerciali tra Unione Europea e Stati Uniti temiamo che la questione etichettatura OGM possa interessare anche noi comuni consumatori del vecchio continente, se dei prodotti Made in Usa dovessero arrivare nei nostri supermercati. Senza indicazioni precise chi potrà tutelarci dalla presenza di ingredienti OGM che non vorremmo portare sulle nostre tavole? Il rischio è che nei nostri supermercati arrivino cibi e prodotti con ingredienti OGM senza alcuna indicazione in etichetta per la tutela dei consumatori.

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2) 17 nuovi alimenti OGM in Europa

Nel silenzio, secondo quanto riportato da The Guardian, l'Europa starebbe per autorizzare l'introduzione per la vendita sul proprio territorio di 17 nuovi prodotti geneticamente modificati (Greenpeace parla di 19 prodotti Ogm) entro la fine di maggio, con l'obiettivo di accelerare il commercio biotech. Entro il prossimo mese i commissari UE dovrebbero rivedere l'adozione delle nuove regole per le importazioni di prodotti OGM. Attualmente l'Europa importa 58 prodotti geneticamente modificati provenienti dall'estero con particolare riferimento al mais OGM coltivato negli Usa. Tra i 17 nuovi prodotti vi sarebbero sia mangimi che alimenti per il consumo umano. L'Europa starebbe spalancando le porte ai nuovi OGM solo per compiacere le aziende biotech statunitensi, senza tenere conto delle esigenze e dei diritti dei cittadini.

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3) Biologico

I prodotti certificati in arrivo dagli Usa saranno davvero bio? Ci si chiede a che tipo di prodotti biologici ci troveremo davanti se tutto tenderà ad uniformarsi secondo gli standard statunitensi. In realtà Europa e Stati Uniti hanno stretto un accordo per gli scambi commerciali di prodotti biologici già nel 2012, in cui si afferma che i prodotti biologici certificati nell'Ue o negli Stati Uniti possono essere venduti come prodotti biologici nei rispettivi territori. Il riconoscimento dell'equivalenza tra il Regolamento comunitario n. 834/2007 ed il Regolamento NOP dell'USDA è stato raggiunto nonostante le "leggere differenze" tra i due sistemi di certificazione. Già nel 2012, le due parti sono giunte separatamente alla conclusione che, tranne per il divieto in materia di uso degli antibiotici, i loro programmi sono equivalenti. Il problema riguarderebbe dunque soprattutto i prodotti biologici da allevamento provenienti dagli Usa e alcuni prodotti agricoli d'Oltreocenao. I regolamenti dello US Department of Agriculture (USDA) - secondo quanto comunicato dalla Commissione Europea - per la produzione biologica vietano l'uso di antibiotici, tranne per contrastare infezioni batteriche invasive (come il colpo di fuoco) in meleti e pereti biologici. I regolamenti dell'Unione Europea invece permettono l'uso di antibiotici soltanto per trattare animali infetti.

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4) Clonazione animale

Tra i temi in discussione presso la Commissione Europea e la Commissione per l'agricoltura e l'ambiente negli ultimi mesi troviamo la clonazione animale per fini agricoli. I dibattiti riguardano questioni scientifiche, etica e diritti dei consumatori. Il TTIP potrebbe aprire la strada alla clonazione animale per fini agricoli? Quali saranno le conseguenze per il commercio e per i consumatori?

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5) Pesticidi tossici

Ci si chiede se l'accordo commerciale transatlantico tra Europa e Stati Uniti possa condurre a una maggior introduzione di pesticidi tossici e dannosi sul nostro territorio. Si teme che gli standard di protezione dai pesticidi tossici possano abbassarsi. L'industria dei pesticidi statunitense ed europea starebbe per utilizzare i negoziati in corso proprio per ridurre gli standard legati ad ambiente e salute al fine di incrementare gli scambi commerciali di pesticidi tossici. Questi prodotti verrebbero usati nei nostri campi per le coltivazioni agricole? E nei supermercati potranno forse arrivare prodotti coltivati negli Usa e trattati con pesticidi non ammessi in Europa?

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6) Antibiotici negli allevamenti

Rischi e timori per quanto riguarda il TTIP spaziano soprattutto dall'agricoltura all'allevamento. Si parla da qualche tempo di polli allevati con antibiotici e decontaminati con candeggina che potrebbero arrivare nei supermercati e sulle tavole europee. Ci si chiede soprattutto come affrontare il problema degli antibiotici promotori della crescita regolarmente utilizzati negli allevamenti di polli statunitensi, ma vietati in Europa. Senza contare che l'impiego massiccio di antibiotici negli allevamenti sta portando allo sviluppo di batteri super resistenti in grado di mettere in pericolo la salute umana.

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7) Fracking

Secondo Aiab, l'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologia, il fracking, già bandito in Francia per rischi ambientali, potrebbe diventare una pratica tutelata dal diritto. Le compagnie estrattive interessate a operare in questo settore potrebbero chiedere risarcimenti agli Stati che ne impediscono l'utilizzo. In questo modo si violerebbe il principio di precauzione sancito dall'Unione Europea, incentivando iniziative economiche che mettono in pericolo la salute umana, animale e vegetale, nonché la protezione dell'ambiente.

8) Acqua ed energia

Acqua ed energia vengono considerati come settori a rischio di privatizzazione. Addio alle campagne a favore dell'acqua come bene comune? Si teme in particolare che tutti i beni comuni, dall'acqua all'energia fino ai trasporti pubblici, si trasformino da diritti per tutti a business delle grandi imprese, con una forte spinta verso la privatizzazione e un accesso condizionato dalla disponibilità economica dell'utente. Per maggiori informazioni consultate il sito web Stop TTIP Italia.

9) Privacy e democrazia

Secondo Aiab, privacy e democrazia sono a rischio. I giganti della rete cercherebbero di indebolire le normative europee di protezione dei dati personali per ridurli al livello quasi inesistente degli Stati Uniti, autorizzando in questo modo un accesso incontrastato alla privacy dei cittadini da parte delle imprese private. Per quanto riguarda la democrazia, il trattato impedirebbe qualsiasi possibilità di scelta autonoma degli Stati in campo economico, sociale, ambientale, provocando la più completa esautorazione di ogni intervento da parte degli enti locali.

10) Investimenti internazionali

Re:Common ha da poco presentato il rapporto "Accordi Internazionali sugli Investimenti al Vaglio – Trattati bilaterali in materia di investimenti, politica dell'UE sugli investimenti e sviluppo internazionale". Il rapporto è stato scritto da Thomas Fritz di PowerShift, Germania. Il rapporto sottolinea che i meccanismi di risoluzione delle dispute tra investitori e Stati sono di fatto una perversa privatizzazione del diritto tramite la legge. Tali corti arbitrali producono un trasferimento di competenza da un sistema giudiziario e legislativo nazionale ad arbitri privati non eletti o nominati in maniera trasparente. Le implicazioni sono enormi poiché il diritto a legiferare e regolamentare degli Stati sovrani viene minato alla base. Gli Stati infatti potranno rendere più stringenti le proprie legislazioni solo se pagheranno gli indennizzi agli investitori. Qui maggiori informazioni.

11) Imitazioni del cibo italiano

Negli Stati Uniti si trovano in vendita vere e proprie imitazioni del cibo italiano. Si tratta di prodotti che non hanno nulla a che vedere con il cibo che prepariamo in casa in Italia o con ciò che troviamo in vendita nei nostro supermercati o nei nostri negozi di alimentari. Le imitazioni dei prodotti Made in Italy arriveranno anche in Italia?

12) Sicurezza dei farmaci

Il Reach (Regulation on Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals, entrato in vigore il 1° giugno 2007 con lo scopo di regolamentare il mercato dei prodotti chimici nella Ue) ha consentito ai cittadini di tutelarsi dall'invasione di prodotti farmaceutici che per le autorità europee sono potenzialmente nocivi per la salute umana e animale. Grazie al Ttip potrebbe nascere la possibilità per le imprese, qualora volessero contestare una regolamentazione statale o comunitaria troppo stringente, di rivolgersi ad un organismo arbitrale terzo dotandosi così di un potente mezzo per il contrasto di politiche e leggi democraticamente adottate ma divergenti dalle loro strategie aziendali.

Firma qui la petizione per dire stop al TTIP.

Marta Albè

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