mela ogm

Ogm, nuovo via libera negli Usa. Da oltreoceano ecco l'annuncio dell'arrivo sul mercato della mela Ogm. Si tratta di Arctic Apple. Ve ne avevamo già parlato un anno fa. All'inizio del 2014, infatti, l'Usda aveva espresso la propria inclinazione all'approvazione della nuova mela Ogm.

Arctic Apple è stata messa a punto da un'azienda con sede in Canada. La sua approvazione riaprirà il dibattito sugli Ogm in tutto il mondo. Mentre in Europa l'unica varietà di Ogm al momento ammessa per la coltivazione è il mais Monsanto MON810, sono diversi i prodotti geneticamente modificati coltivati negli Usa, dove oltre al mais troviamo la soia, il cotone, la barbabietola da zucchero, la colza e la zucca.

Ora dagli Usa ecco il via libera alla commercializzazione della prima mela geneticamente modificata che non annerisce mai e che mantiene il proprio aspetto una volta tagliata a fette. La preoccupante approvazione da parte del Dipartimento dell'agricoltura statunitense di due varietà di mele Ogm trova l'opposizione di quasi 8 italiani su 10 secondo quanto comunicato dalla Coldiretti.

Le manipolazioni genetiche per la produzione della mela Ogm hanno riguardato due varietà di mele molto note: la Golden Delicious e la Granny Smith. Sono state manipolate geneticamente dall'azienda canadese Okanagan Specialty Fruits con l'inserimento di un gene anti-macchia.

L'azienda ha annunciato l'inizio della distribuzione della mela Ogm sul mercato Usa a partire dalla fine del 2016. Le mele Ogm arriveranno anche in Italia? A preoccupare sono le decisioni che riguarderanno il trattato sul libero scambio (TTIP) in corso ora tra Unione Europea e Usa.

"Se per l'azienda produttrice si tratta di una scoperta rivoluzionaria perché consente di allungare la scadenza delle confezioni di frutta già sbucciate e porzionate, a preoccupare i coltivatori" - sottolinea la Coldiretti"è il fatto che l'arrivo di questo frutto innaturalmente a prova di macchie possa alterare la percezione di semplicità e salute che da sempre accompagna le mele".

Una preoccupazione che riguarda sopratutto l'Italia, che è il primo produttore europeo di mele con circa 70 mila ettari coltivati e oltre 2 milioni di tonnellate di produzione. Gran parte di essa ha avuto il riconoscimento comunitario come indicazioni geografica protetta (Igp) o denominazione di origine protetta (Dop).

In Italia si coltivano numerose varietà di mele di qualità, senza la necessità di ricorrere agli Ogm, di cui non sentiamo per nulla il bisogno. Il livello di scetticismo dei cittadini sugli Ogm rimane elevato. La realtà, secondo Coldiretti, è infatti che gli Ogm attualmente in commercio riguardano pochissimi prodotti – soprattutto soia, mais e cotone - che vengono diffusi nell'interesse di poche multinazionali senza benefici riscontrabili dai cittadini.

Marta Albè

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