Tra pochissimi giorni diventerà operativa l'anagrafe delle api, con la possibilità, per gli apicoltori di registrarsi sul portale del Sistema informativo veterinario accessibile dal portale del Ministero della salute.

Da lunedì 19 gennaio, infatti, gli Operatori delle Asl, aziende e allevatori potranno accedere all'anagrafe per registrare la attività, comunicare una nuova apertura, specificare la consistenza degli apiari e il numero di arnie o le movimentazioni per compravendite.

COME ACCEDERE ALL'ANAGRAFE?

Sul sito www.vetinfo.sanita.it, una sezione pubblica dedicata all'Apicoltura consentirà di avviare la procedura online di richiesta account. Il modulo di registrazione on-line prevedera' l'inserimento dei propri dati identificativi ed il ruolo che si intendera' assumere. In particolare, come si legge nel Decreto 11 agosto 2014 'Approvazione del manuale operativo per la gestione dell'anagrafe apistica nazionale, in attuazione dell'articolo 5 del decreto 4 dicembre 2009, recante: «Disposizioni per l'anagrafe apistica nazionale»', il richiedente dovra' fornire le seguenti informazioni:

nome e cognome; data di nascita; indirizzo per la ricezione di informazioni; indirizzo di posta elettronica; codice fiscale e partita I.V.A. se imprenditore apistico; ruolo che si intende assumere; consenso al trattamento dei dati personali.

Il sistema predisposto dal CSN verifica le informazioni immesse e, superati positivamente i controlli, provvede a generare in BDA l'account richiesto ed a restituire all'indirizzo di posta elettronica riportato nel modulo gli elementi necessari per accedere all'anagrafe apistica (user-id e password). Un operatore del CSN supervisionera' l'iter della richiesta.

QUALI SARANNO I VANTAGGI?

​​"Si tratta di un passo in avanti decisivo - ha dichiarato il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin - sia per il lavoro degli apicoltori che per la salute dei cittadini consumatori. La nuova anagrafe ci consentirà di garantire la tracciabilità degli apiari e del miele, la legittimità dei contributi finanziari pubblici agli apicoltori e, soprattutto, favorirà il controllo sulle malattie delle api e la gestione delle emergenze come quella recente dovuta all'infestazione esotica da Aethina tumida, il parassita delle api che lo scorso settembre ha procurato danni ingenti all'intera apicoltura nazionale".

La Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario del ministero della Salute rimane in contatto con il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e le associazioni degli apicoltori per una tempestiva e corretta implementazione dell'anagrafe, che va ad aggiungersi a quelle già esistenti per le altre specie zootecniche.

"Attraverso l'anagrafe potremo rafforzare gli strumenti a sostegno del settore dell'apicoltura. Si tratta di una delle azioni del piano che abbiamo discusso con gli operatori della filiera, per sostenere e promuovere al meglio un comparto tradizionale come quello del miele italiano. Contiamo di rafforzare anche i controlli anticontraffazione a seguito della rilevante riduzione della produzione, così come vogliamo mettere in campo una promozione mirata delle qualità del nostro miele. Abbiamo un patrimonio straordinario con 1,2 milioni di alveari e solo la produzione di miele vale oltre 20 milioni di euro in Italia, ai quali dobbiamo aggiungere l'incremento produttivo che le api generano in agricoltura attraverso l'impollinazione", ha commentato all'AdnKronos il ministro dell'Agricoltura Martina.

PRODUZIONE DIMEZZATA NEL 2014 PER COLPA DEL CLIMA

Si tratta di un intervento importante, soprattutto in una stagione produttiva complicata come quella del 2014, con una produzione stimata intorno alle 12mila tonnellate. La produzione Made in Italy di miele di acacia, castagno, di agrumi e mille fiori è quasi dimezzata (-50 per cento), ricorda la Coldiretti, per effetto del clima ed è allarme per l'arrivo in Italia dell'insetto killer delle api, il coleottero Aethina tumida, che mangia il miele, il polline e, soprattutto la covata annientando la popolazione di api o costringendola ad abbandonare l'alveare.

Al crollo dei raccolti nazionali ha fatto seguito l'aumento del 17 per cento delle importazioni dall'estero di miele naturale mentre le esportazioni sono crollate del 26 per cento le esportazioni, sulla base dei dati istat relativi ai primi 9 mesi del 2014. Il risultato - denuncia la Coldiretti – è che in Italia due barattoli di miele su tre venduti nei negozi e supermercati contengono in realtà miele straniero.

A preoccupare è peraltro il fatto che più di 1/3 del miele importato proviene dall'Ungheria e quasi il 15 per cento dalla Cina ma anche da Romania, Argentina e Spagna dove sono permesse coltivazioni Ogm che possono contaminare il polline senza alcuna indicazione in etichetta. Il miele prodotto sul territorio nazionale dove non sono ammesse coltivazioni Ogm è tuttavia riconoscibile attraverso l'etichettatura di origine obbligatoria.

COME RICONOSCERE IL MIELE ITALIANO?

Per acquistare miele italiano, ricorda la Coldiretti, è bene verificare sempre l'etichettatura. La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell'Unione Europea, l'etichetta deve riportare l'indicazione "miscela di mieli originari della CE"; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta "miscela di mieli non originari della CE", mentre se si tratta di un mix va scritto "miscela di mieli originari e non originari della CE".

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