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OGM, raggiunto a Bruxelles l'accordo di principio sulla libertà di divieto da parte degli Stati UE. L'accordo resta in attesa dell'approvazione da parte della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo e del Coreper, il Comitato degli Ambasciatori UE. Gli Stati europei saranno davvero liberi di vietare gli OGM, o saranno esposti agli attacchi delle multinazionali biotech?

Mancano dunque pochi passi alla decisione finale sulla libertà per i Paesi membri di vietare o approvare la coltivazione di OGM sul proprio territorio, ma il timore è che l'accordo europeo sia debole dal punto di vista giuridico e lasci i singoli Stati esposti agli attacchi delle multinazionali biotech.

In Europa sono ormai soltanto 5 su 28 i Paesi che coltivano OGM all'interno dei propri confini. Il dato più rilevante, ma comunque piuttosto esiguo dal punto di vista dell'estensione del territorio, riguarda la Spagna, che nel 2013 ha seminato poco meno di 140 mila ettari di terreno con il mais OGM Monsanto MON810.

In questo momento la coltivazione di OGM in Europa è dunque piuttosto ridotta. Nei mesi passati sembrava che alcune delle principali multinazionali biotech avessero ormai deciso di abbandonare il fronte europeo, per via della forte opposizione dei principali Paesi UE, con Italia e Francia al primo posto.

Si teme però che con il nuovo accordo europeo le multinazionali biotech ritrovino terreno fertile per promuovere la coltivazione di OGM in Europa. Le maggiori preoccupazioni fino a questo momento sono giunte da Greenpeace, che è intervenuta così:

"Il Consiglio UE dice di voler dare ai Paesi membri il diritto di vietare le colture transgeniche sul loro territorio, ma il testo concordato non dà ai governi solide basi legali per poterlo fare. I Paesi che vogliono bandire la coltivazione di OGM non potranno usare evidenze di danni ambientali. Questo li lascia esposti ad attacchi legali da parte dell'industria biotech" – ha dichiarato Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace Italia.

Secondo Greenpeace, il testo concordato è giuridicamente debole e ignora le richieste del Parlamento Europeo di ripristinare il diritto dei Paesi di utilizzare motivazioni di carattere ambientale per giustificare i bandi nazionali.

L'Europa sta davvero agendo per il bene dei Paesi europei, lasciando loro la massima libertà, o si tratta di una libertà in realtà limitata e condizionata dalla possibilità di intrusione delle multinazionali biotech in decisioni e questioni così delicate?

Ecco i 5 punti cardine dell'accordo di principio UE sugli OGM:

1) Maggiore flessibilità per gli Stati membri nella limitazione o divieto degli OGM.

2) Fine dei limiti di tempo per vietare una coltivazione.

3) Il campo di applicazione geografica dell'autorizzazione escluderà automaticamente quel territorio, se il richiedente non solleverà obiezioni.

4) Non viene messo in discussione il ruolo dell'Efsa sulla valutazione scientifica dei rischi legati agli OGM.

5) Gli Stati UE non potranno decidere di vietare gli OGM per ragioni ambientali. La Commissione avrà due anni di tempo per aggiornare la direttiva 2001/18 sulla valutazione del rischio ambientale.

Sull'approvazione dell'accordo di principio è intervenuta anche Coldiretti, che lo accoglie come una buona notizia per un'Italia libera di non coltivare OGM come ha fatto fino ad ora e come chiedono quasi 8 cittadini su 10 che si oppongono al biotech nei campi. La Coldiretti ricorda che gli OGM pongono seri problemi sia dal punto di vista ambientale che economico. La speranza è dunque che l'Italia porti avanti la propria posizione anti-OGM.

"Siamo di fronte ad un importante e atteso riconoscimento della sovranità degli Stati di fronte al pressing e alle ripetute provocazioni delle multinazionali del biotech. L'Europa da un lato, le Alpi e il mare dall'altro, renderanno l'Italia" – ha dichiarato Roberto Moncalvo"finalmente sicura da ogni contaminazione da Ogm a tutela della straordinaria biodiversità e del patrimonio di distintività del Made in Italy".

Il ministro dell'Ambiente Galletti è intervenuto come segue:"L'accordo di principio raggiunto tra Consiglio, Commissione e Parlamento Ue a Bruxelles ci porta molto vicini ad un grande traguardo europeo sotto la Presidenza di turno italiana dell'Ue: il riconoscimento della sovranità e dell'autonomia dei singoli Stati nella coltivazione degli Ogm".

Il Parlamento Europeo voterà l'accordo sulla libertà di vietare gli OGM da parte dei singoli Stati UE il prossimo gennaio 2015, in una sessione plenaria . Avrà ancora occasione di opporsi alla decisione di escludere le ragioni ambientali a supporto del divieto di coltivazione degli OGM?

Marta Albè

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