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Le Hawaii potrebbero diventare la prima regione degli Stati Uniti a che metterà completamente al bando gli Ogm. La rivoluzione sarebbe già in atto, isola dopo isola. L'isola di Kauai ha già approvato una proposta per evitare che il proprio territorio venga invaso dalle multinazionali biotech e contaminato dall'impiego di diserbanti e pesticidi. Ora la parola passa agli abitanti dell'isola di Maui, che hanno messo a punto una petizione per sospendere la produzione di Ogm.

Maui è la seconda isola per superficie dell'arcipelago della Hawaii. Nell'isola maggiore, o Grande Isola, il consiglio locale ha già dato la propria approvazione ad un'ordinanza per la messa la bando della produzione di Ogm sull'isola, che negli ultimi anni ha riguardato soprattutto la coltivazione della papaya.

Dopo l'approvazione locale, la proposta si è tramutata in una vera e propria legge, che ha assicurato che la Grande Isola rimanga protetta dagli Ogm e dalle contaminazioni causate dall'impiego di sostanze chimiche potenzialmente tossiche in agricoltura. Non sarà semplice convincere i coltivatori di papaya Ogm a cambiare rotta, ma un primo passo significativo si è ormai compiuto.

Ora un gruppo di attivisti dell'isola di Maui ha dato vita ad una petizione per dare il via libera ad una moratoria temporanea su coltivazioni e sementi Ogm, mentre uno studio indipendente si occuperà di verificarne l'impatto ambientale, in vista di una decisione permanente. Gli attivisti avrebbero già evidenziato l'incremento dell'impiego di pesticidi e fertilizzanti, favorito dalle industrie biotech, avvenuto negli ultimi anni.

La petizione dovrà raccogliere 8500 firme tra gli abitanti dell'isola entro il 31 marzo per poter essere votata ufficialmente nel mese di novembre. Le multinazionali si trovano già in azione per constatare le restrizioni dell'impiego di pesticidi e Ogm sulle isole Hawaii, con particolare riferimento a Syngenta, Basf, DuPont e Agrigenetics.

A loro parere, le leggi già approvate a Kauai sarebbero incostutizionali ma, secondo quanto riportato da Natural News, non c'è nulla di incostituzionale nell'approvazione di una proposta supportata dalla maggioranza dei cittadini. Inoltre, le pretese delle multinazionali non dovrebbero mai calpestare i diritti degli abitanti. Con la presentazione della nuova petizione, il dibattito sulla messa al bando degli Ogm è destinato a proseguire. Con la speranza che le Hawaii possano fare scuola, almeno negli Usa.

Marta Albè

Fonte foto: hdmux.com

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