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Ogm: in arrivo Arctic Apple, la mela che non annerisce mai

Il pericolo Ogm è sempre in agguato. Non soltanto mais e patate, ma anche le mele ora sono al centro dell'attenzione per quanto riguarda le modificazioni genetiche. Il Dipartimento dell'Agricoltura statunitense sarebbe incline ad approvare l'introduzione sul mercato della nuova mela Ogm, una mela che non annerisce mai, anche dopo essere stata tagliata.

La mela Ogm è stata messa a punto da una piccola azienda con sede in Canada e si prepara a risollevare la questione delle modificazioni genetiche sugli alimenti in tutto il mondo. Le autorità statunitensi dovranno confrontarsi prima di tutto con l'opinione dei cittadini, che sarebbero per lo più contrari ai cibi Ogm. La canadese Okanagan Specialty Fruits ha reso noto di aver presentato una richiesta di commercializzazione per la mela Ogm Arctic Apple.

Non mancano le prime dure critiche da parte dei coltivatori di mele biologiche. Henry House, agricoltore californiano, ha definito l'introduzione della mela Ogm come una vera e propria catastrofe economica e naturale. Gli agricoltori temono soprattutto che le api possano diffondere polline geneticamente modificato e contaminare i frutteti coltivati seguendo metodi naturali.

Mentre i consumatori sembrano mantenere una certa avversione verso gli Ogm, tra le aziende a stelle e strisce sembra essere iniziata una vera e propria gara a chi si aggiudicherà la commercializzazione della prima mela geneticamente modificata. La U.S. Apple Association ha ricordato che l'annerimento delle mele è un processo naturale dovuto all'esposizione all'ossigeno e si è mostrata contraria all'introduzione della nuova mela Ogm.

Gli esperti hanno inserito all'interno di Arctic Apple una sequenza genetica proveniente da un'altra mela. Il risultato ottenuto consente alla mela di non annerire dopo essere stata sbucciata e affettata. Ci si chiede quale sarebbe la reale utilità di Arctic Apple (oltre ad un prolungamento delle date di scadenza per le mele confezionate già sbucciate) e se vi potrebbero essere eventuali rischi per la salute o per l'agricoltura. Una volta ottenuta l'approvazione federale, l'azienda potrebbe iniziare la vendita delle mele Ogm dal 2015.

Il Dipartimento dell'Agricoltura dovrà prendere in considerazione l'impatto sull'agricoltura, sul mercato e sui consumatori del nuovo prodotto. I sostenitori della mela Ogm ritengono che il fatto che Arctic Apple non annerisca potrebbe rendere la frutta più appetibile per i bambini. A nostro parere, però, i più piccoli dovrebbero essere avvicinati ad un alimentazione il più possibile naturale, basata su mele bio che conservino le proprie caratteristiche organolettiche originarie, e non di certo su prodotti Ogm.

La mela Ogm arriverà anche in Italia? Secondo quanto comunicato da Coldiretti, quasi 8 italiani su 10 sono contrari agli Ogm in agricoltura: "Se per l'azienda produttrice si tratta di una scoperta rivoluzionaria perché consente di allungare la scadenza delle confezioni di frutta già sbucciate e porzionate, a preoccupare è il fatto che l'arrivo di questo frutto innaturalmente a prova di macchie possa alterare la percezione di semplicità e salute che da sempre accompagna le mele. Una preoccupazione che riguarda sopratutto l'Italia che è il primo produttore europeo di mele con circa 70mila ettari coltivati e oltre 2 milioni di tonnellate di produzione con gran parte della produzione che ha avuto il riconoscimento comunitario come indicazioni geografica protetta (Igp) o denominazione di origine protetta (Dop)".

Coldiretti difende ancora una volta il Made In Italy, ricordando che la produzione di mele nel nostro Paese è lontana anni luce dal mondo degli Ogm. Il livello di scetticismo dei cittadini a proposito degli alimenti e dei prodotti geneticamente modificati risulta alto. Al momento, tra gli Ogm in commercio nel mondo troviamo pochissimi prodotti, come mais, cotone e soia, nelle varietà geneticamente modificate ammesse, che arricchiscono le multinazionali senza presentare benefici per i cittadini o per l'agricoltura.

Marta Albè

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