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Moria delle api, scoperta una nuova causa. Negli ultimi mesi gli esperti hanno puntato la loro attenzione soprattutto sull'impiego in agricoltura dei neonicotinoidi, i pesticidi killer delle api. Purtroppo il declino della popolazione delle api sembra essere dovuto a numerosi fattori. I ricercatori hanno individuato una nuova causa.

A neonicotinoidi, parassiti, scarsa nutrizione e ripetitori per la telefonia cellulare si aggiunge un nuovo fattore di rischio per le api: pesticidi e fungicidi in grado di contaminare il polline che le api raccolgono per nutrire l'alveare. Lo studio in questione è stato condotto da parte dei ricercatori dell'Università del Maryland e del Dipartimento dell'Agricoltura statunitense ed ha ricevuto la propria pubblicazione ufficiale sulla rivista Plos One.

La nuova scoperta aiuta a chiarire il motivo per cui un ampio numero di api continui a morire oltre che identificare le cause di morte improvvisa delle api di un intero alveare. I ricercatori che si sono occupati dello studio hanno prelevato polline dagli alveari presenti sulla costa Est degli Stati Uniti e lo hanno somministrato ad api in buono stato di salute. In queste api è stato rilevato un declino della capacità di resistere ad un parassita che causa uno dei fenomeni correlati alla moria delle api, il Colony Collapse Disorder.

Il polline utilizzato conteneva una media di 9 diversi pesticidi e fungicidi. Le api che erano state nutrite con il polline contaminato con i fungicidi presentavano un rischio tre volte più elevato di essere infettate dal parassita mortale. La ricerca dimostra come i fungicidi stiano avendo un forte effetto sul fenomeno della moria delle api, indebolendole.

I neonicotinoidi avevano provocato un vero e proprio sterminio di bombi in Oregon. La minaccia che essi rappresentano è ormai ben nota. Ora è il turno dei fungicidi. Il loro ruolo nella moria delle api permette di comprendere come il fenomeno sia dovuto ad un intero insieme di sostanze tossiche che fino a questo momento non erano state indagate.

Secondo gli studi condotti da parte degli esperti, l'esposizione delle api ai pesticidi è molto più ampia di quanto si possa pensare. Il polline contaminato non proveniva infatti soltanto dai campi coltivati, ma anche da piante e fiori selvatici.

Nei campioni analizzati sono stati individuati 35 pesticidi differenti e un'elevata presenza di fungicidi. La popolazione delle api è in costante declino negli Stati Uniti. Alla messa la bando dei neonicotinoidi dovrebbe ora essere aggiunto un urgente stop ai fungicidi e a tutti i pesticidi dannosi.

Marta Albè

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