contaminazioni ogm monsanto

Una nuova vittoria per Monsanto. La multinazionale delle sementi OGM ha vinto la nuova battaglia legale intrapresa contro alcuni agricoltori biologici statunitensi chei si erano impegnati affinché la multinazionale smettesse di far loro causa in caso di contaminazione accidentale con geni brevettati delle proprie coltivazioni.

La Corte d'Appello degli Stati Uniti ha riconfermato una sentenza precedente, che indicava come gli agricoltori biologici non avessero motivo di cercare di fermare Monsanto dal citarli in giudizio, in quanto la multinazionale aveva già promesso che non avrebbe portato gli agricoltori in tribunale se le coltivazioni biotech si fossero accidentalmente mescolate con le coltivazioni biologiche.

Gli agricoltori biologici per anni hanno temuto di essere citati in giudizio da parte di Monsanto per non aver rispettato i brevetti, se i loro campi fossero risultati contaminati da coltivazioni biotech. In quest'ultima sentenza, la Corte d'Appello ha stabilito che gli agricoltori biologici dovranno fare affidamento su quanto promesso da Monsanto sul proprio sito web, dove la multinazionale ha comunicato che non citerà in giudizio gli agricoltori se la contaminazione da OGM risulterà molto lieve, cioè inferiore all'1%.

Il gruppo composto da oltre 50 agricoltori biologici e rivenditori di sementi aveva citato in giudizio Monsanto nel marzo 2011 per proibire alla multinazionale di perseguirli legalmente se le loro coltivazioni fossero risultate contaminate da OGM. Monsanto rifiutò di firmare un documento ufficiale in proposito e la Corte d'Appello ha stabilito che quanto riportato sul sito web dell'azienda in proposito sarebbe stato sufficiente e vincolante.

Stando alla sentenza e alle rassicurazioni della multinazionale, dunque, il timore degli agricoltori di essere citati in giudizio sarebbe infondato. Eppure, in caso di contaminazioni superiori all'1%, il rischio di essere trascinati in tribunale da parte di Monsanto permane.

Si tratta di una decisione assurda e insensata, a parere di Andrew Kimbrell, legale del Center For Food Safety, in base a quanto riportato dalla Reuters. La sentenza non si basa infatti su di un documento presentato da parte di Monsanto in via ufficiale, ma su di una semplice dichiarazione riportata su di un sito web.

Le colture OGM protette dai brevetti Monsanto che risultano maggiormente coinvolte nelle contaminazioni di campi coltivati secondo i metodi dell'agricoltura biologica sono soia, mais e cotone. Si tratta di colture "Roundup Ready", geneticamente modificate per resistere all'erbicida Roundup.
Esse vengono coltivate sia negli Stati Uniti che in America Latina e, per via della loro ampia diffusione, risulta difficile evitare contaninazioni, che vanno purtroppo ad interessare campi coltivati con sementi biologiche o convenzionali, non OGM. Il caso più recente riguarda una contaminazione accidentale causata da grano OGM in Oregon.

Le contaminazioni accidentali danneggiano l'agricoltura biologica statunitense e i coltivatori. Numerosi agricoltori statunitensi hanno reso noto, nel corso degli utlimi anni, come i propri campi fossero risultati inavvertitamente contaminati da sementi OGM Monsanto. Il problema riguarda non soltanto gli agricoltori, ma anche le aziende che si occupano del commercio delle sementi. Per via delle contaminazioni, le coltivazioni biologiche statunitensi non risultano sicure.

Monsanto appare ancora una volta come una vera e propria minaccia per l'agricoltura biologica. La Corte d'Appello ha richiesto agli agricoltori biologici di fidarsi di Monsanto semplicemente sulla base di una promessa presente online. Sarà possibile per i coltivatori dare fiducia a Monsanto, una multinazionale che attraverso la diffusione di sementi e colture OGM, giorno dopo giorno, non fa che mettere a rischio la purezza dell'agricoltura biologica?

Marta Albè

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