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Il terremoto che questa notte ha colpito il Centro Italia, e in particolare la zona di Amatrice e del reatino, al confine tra Lazio e Marche, ci ricorda ancora una volta, e in modo drammatico, come il nostro Paese sia fortemente esposto al rischio di terremoti. Per questo, e per essere tutti più attenti e consapevoli, pubblichiamo un vademecum sul comportamento più corretto da tenere durante e dopo una scossa sismica.

Come ci ricorda la Protezione civile (che dal 2011 porta avanti la campagna di sensibilizzazione e informazione “Io non rischio”), tutti i Comuni italiani sono più o meno direttamente esposti al rischio sismico, anche se le scosse più forti si concentrano in alcune aree ben precise: nell’Italia Nord-Orientale (Friuli Venezia Giulia e Veneto), nella Liguria Occidentale, nell’Appennino Settentrionale (dalla Garfagnana al Riminese) e, soprattutto, lungo tutto l’Appennino Centrale e Meridionale, in Calabria e in Sicilia Orientale.

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Negli ultimi mille anni, sono stati circa 300 i terremoti che, con una magnitudo superiore a 5.5, hanno avuto effetti distruttivi, e circa ogni dieci anni se ne è verificato uno di effetti catastrofici, con un’energia paragonabile a quella del terremoto dell’Aquila del 2009.

Oltre a rispettare le norme per la costruzione e per la ristrutturazione degli edifici, affinché abbiano caratteristiche tali che permettano loro di resistere anche in caso di eventi sismici importanti, tutti i cittadini devono essere consapevoli dei comportamenti da tenere durante e dopo una scossa di terremoto. Per questo, sia la Protezione civile che la Croce Rossa hanno diffuso consigli su cosa fare nel caso di un sisma, per mettersi in salvo e cercare di limitare, per quanto possibile, i danni.

Se ci si trova in un luogo chiuso:

-  cercare riparo sotto il vano di una porta inserita in una parete portante, sotto una trave, sotto un letto o sotto un tavolo, in modo da essere protetti dalla caduta di oggetti.

- non precipitarsi immediatamente verso l’uscita, né utilizzare scale o ascensori: prima di spostarsi,  attendere la fine della scossa.

Se ci si trova all’aperto:

- tenersi a distanza da edifici, alberi, lampioni, linee elettriche e impianti industriali e non sostare in prossimità di laghi, spiagge, ponti o terreni franosi.

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Dopo la scossa, invece, la priorità va data all’accertamento delle condizioni di salute delle persone vicine, a cui vanno prestati, se necessario, i primi soccorsi.

Nell’abbandonare le abitazioni, bisogna ricordare di chiudere acqua, luce e gas, di indossare le scarpe e di evitare gli ascensori; è importante fare molta attenzione mentre si percorrono le scale, che potrebbero essere danneggiate. Se si vive in una zona a rischio maremoto, bisogna dirigersi verso un’altura, evitando le spiagge. Per non intralciare i soccorsi, è bene limitare l’uso dei telefoni cellulari e non spostarsi in auto e raggiungere le aree di attesa previste dal Piano emergenza del proprio Comune.

 

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Lisa Vagnozzi

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