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Paura in Svizzera, nel Cantone di San Gallo, per una serie di terremoti causati dalle trivellazioni. Nei giorni scorsi si sono avvertite diverse scosse, legate a un progetto di sfruttamento della geotermia, che sono terminate proprio quando la trivella si è fermata.

Le scosse, fino a una magnitudo di 3,6 sulla scala Richter, si sono verificate a partire dai primi di luglio mettendo in allarme la popolazione locale. San Gallo è una città di oltre 70 mila abitanti, quindi l'apprensione è stata grande. Il 14 luglio il Servizio Sismico Svizzero ha iniziato a monitorare la situazione nei pressi del sito geotermico e il grafico che ne è risultato spiega la situazione meglio di mille parole:

scosse terremoto san gallo

Molte scose sotto magnitudo 1 tra il 17 e il 18 luglio e moltissime altre fino a 3,6 a cavallo tra il 19 e il 20 luglio. La situazione ha spinto la società che sta trivellando a interrompere i lavori venerdì 19 per questioni di sicurezza. Anche perché, durante la perforazione del pozzo, c'era stata una grossa fuga di gas che è stata bloccata pompando in profondità 650 metri cubi (cioè 650 mila litri) di acqua e fango.

Il Servizio Sismico, però, ha continuato a monitorare la situazione e a rilasciare bollettini giornalieri fino al 26 luglio. Scriveva il 22/07:

Da quando le aziende municipalizzate di San Gallo hanno sospeso, lo scorso venerdì, i test e le stimolazioni, e le condizioni all’interno del pozzo di trivellazione si sono normalizzate, l’attività sismica nei pressi del pozzo è rimasta stabile alle grandi profondità. Nonostante la situazione si sia nel frattempo calmata, ci si aspettano ulteriori microsismi e non si può escludere l’avvento di scosse di maggiore intensità. Stando alle prime stime, potrebbe passare più di un anno prima che l’attività sismica torni ai livelli naturali osservati finora.

E poi, il 26/07:

Nei giorni scorsi, l’attività sismica è diminuita ulteriormente. Ad oggi, il Servizio Sismico Svizzero (SED) ha registrato più di 550 terremoti: oltre a quello principale di magnitudo 3.6 (ricalcolato come magnitudo 3.5 al 20.07.2013), solamente altri due terremoti sono stati abbastanza forti da poter essere percepiti dalla popolazione. Per i prossimi giorni ci aspettiamo un’ulteriore diminuzione delle attività sismiche, senza tuttavia poter escludere a priori delle scosse di maggior intensità.

Non è la prima volta che i progetti geotermici causano terremoti in Svizzera: nel 2006, a Basilea, si è trivellato in cerca del calore della terra fino alla profondità di 5.000 metri facendo fracking. La pratica della fratturazione idraulica a Basilea, seppur in una sua versione specifica per la geotermia, è persino ammessa dal Governo svizzero che nel descrivere la possibilità di terremoti a San Gallo ricorda cosa è successo a Basilea:

A differenza di San Gallo, a Basilea la roccia si è rivelata non permeabile e pertanto ha dovuto essere frantumata con grandi quantità di acqua ad alta pressione (“sistema petrotermale”). Attraverso un secondo foro è stata creata un’artificiale circolazione dell’acqua per spingere l’energia geotermica in superficie. Questa operazione ha portato, nell’inverno 2006/2007, a diverse scosse telluriche avvertite in superficie, causando danni per diversi milioni. Un successivo studio sui rischi ha mostrato la vulnerabilità del suolo di Basilea, che pertanto risulta non idoneo per la produzione di energia da una fonte geometrica profonda.

A San Gallo, al contrario, dalla roccia si è raggiunta una naturale falda acquifera permettendo di portare in superficie l’acqua calda esistente in natura. E questo riduce il rischio di terremoti. Oltre tutto il naturale rischio sismico di San Gallo e nettamente inferiore rispetto a quello di Basilea.

Previsioni, oggi lo possiamo dire, quanto meno poco accurate: il terremoto c'è stato ed è stato persino più forte di quello di sei anni fa. E, da quando si è smesso di bucare il suolo a San Gallo, la terra si è calmata.

Peppe Croce

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