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“Youth4Climate diventi permanente”: è ora di coinvolgere i giovani contro la crisi climatica, la proposta del MiTE

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Il futuro, anche quello del Pianeta, appartiene ai giovani. Dal Ministero della Transizione Ecologica arriva la proposta di rendere l’evento Youth4Climate permanente in modo da coinvolgere costantemente le giovani generazioni nella lotta alla crisi climatica 

Si è conclusa lo scorso sabato la Pre-Cop26, l’incontro di preparazione alla Conferenza delle parti sul clima che si svolgerà a Glasgow tra un mese. All’evento, che si è tenuto al MiCo di Milano, hanno preso parte i rappresentanti di 50 Paesi del mondo, che hanno affrontato varie tematiche spinose: dalla decarbonizzazione al sostegno ai Paesi più poveri del Pianeta (anche se alcuni temi, come quello degli allevamenti intensivi, sono stati ignorati).

Ma i veri protagonisti di queste giornate sono stati i giovani del Youth4Climate, l’evento che per la prima volta ha preceduto la pre-Cop26. Al Youth4Climate hanno aderito circa 400 ragazzi, tra i 15 e i 29 anni, provenienti da tutto il mondo. Con grande slancio e determinazione, hanno chiesto che il loro grido a difesa dell’ambiente venga ascoltato. Ma non basta una manifestazione sporadica per cambiare davvero il Pianeta. Per questo il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha proposto di rendere la Youth4Climate permanente per coinvolgere i giovani nei processi decisionali. 

“Il nostro obiettivo è quello di far sì che incontri come questo si possano tenere ogni anno prima dei negoziati ufficiali” ha annunciato Cingolani. La proposta ha trovato subito il sostegno della giovane attivista srilankese Jayathma Wickramanayake, inviata del Segretario generale delle Nazioni Unite per la gioventù.

“Dobbiamo rendere questi momenti sistematici, continuativi e non dipendenti dalla buona volontà di Paesi come Italia e Regno Unito che hanno creato e ospitato questi spazi di confronto” ha sottolineato Wickramanayake. 

Youth4Climate: le richieste dei giovani

A farsi portavoce delle giovani generazioni sono state principalmente Greta Thunberg e l’attivista ugandese Vanessa Nakate, che nei loro interventi hanno espresso tutta la loro rabbia e preoccupazione per il futuro del Pianeta, accusando ai governanti di essersi limitati tanti bla, bla, bla, senza portare a termine azioni concrete a difesa del Pianeta.

Ma cosa chiedono esattamente i giovani ai leder mondiali? Le richieste avanzate sono diverse, ma possono essere racchiuse in 4 punti principali:

  1. maggiore coinvolgimento delle giovani generazioni nei processi decisionali relativi alla lotta alla crisi climatica
  2. una ripresa post-pandemia bastata sulla transizione energetica verso le rinnovabili, su posti di lavoro dignitosi, rispetto delle popolazioni locali e una finanza per il clima
  3. obiettivo zero emissioni sia per le aziende che per le istituzioni e stop al finanziamento di tutte le fonti fossili
  4. sistema educativo in grado di creare più consapevolezza sulla crisi climatica

Ci auguriamo vivamente che la proposta di Cingolani diventi realtà e non sia – ancora una volta – l’ennesima promessa non mantenuta. Il futuro appartiene ai giovani. Ed è giusto che vengano ascoltati e che le loro richieste non siano ignorate! 

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Fonte: MiTE/Youth4Climate

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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