Stanotte entra l’ora legale, ma il cambio fa davvero male alla salute? La risposta nella cronobiologia

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Benefici ambientali ed economici ma cambiare orario due volte all’anno può davvero provocare danni alla salute?

Stanotte si ricambia: alle 2 del 28 marzo un’ora “sparirà” e saranno le 3. Come ogni anno torna l’ora legale e come ogni anno a fine ottobre rientrerà quella solare. Benefici ambientali ed economici sì, ma c’è chi accusa disturbi. Questi cambi possono davvero provocare danni alla salute?

Il cambio di orario in primavera e in autunno può in effetti stressare il corpo, anche se, purtroppo o per fortuna, non siamo tutti uguali. Alcune persone hanno bisogno davvero di diverse settimane per ritrovare il loro ritmo normale perché il nostro orologio biologico non è rapido come quello meccanico, che basta risistemare in pochi secondi.

In un sondaggio condotto nel 2019 su oltre 1.000 persone più di tre quarti degli intervistati segnalava problemi con il cambio, dichiarandosi stanco e affaticato. Il 65% lamentava anche difficoltà ad addormentarsi e altri disturbi del sonno.

Nello stesso anno un studio scientifico condotto dalla Vanderbilt University e dalla University of Pennsylvania aveva indagato sull’effetto del passaggio all’ora legale, scoprendo una correlazione tra i cambiamenti dell’ora e le funzioni cerebrovascolari e cardiovascolari e notando un aumento del tasso di ictus ischemico nei due giorni successivi alla transizione.

Oltre al rischio di attacchi ischemici, lo studio aveva documentato anche un aumento del 5% di infarti nella settimana successiva al cambio dell’ora, probabilmente dovuto alla parziale privazione del sonno che ha effetti sulla frequenza cardiaca e sulla pressione sanguigna.

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Non è così per tutti, per fortuna, ma è indubbio che alterare il rapporto tra ore di luce e ore di buio può avere degli effetti. Lo afferma la cronobiologia, lo studio dei ritmi circadiani regolati dai nostri orologi biologici, i dispositivi di temporizzazione naturali degli organismi, per la quale Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash, and Michael W. Young sono stati insigniti del premio Nobel nel 2017. 

Come spiega l’NIH, il centro di controllo di tutti si trova nel cervello: in particolare negli animali vertebrati, compreso l’uomo, questo è un gruppo di circa 20.000 cellule nervose (neuroni) che formano una struttura chiamata nucleo soprachiasmatico o SCN, localizzato nell’ipotalamo e che riceve un input diretto dagli occhi. Ogni cellula del corpo ha il proprio orologio e tutti i ritmi funzionano con un equilibrio mutuo perfetto.

ora legale danni alla salute

©Evgeny Gromov/123rf

Questo incredibile meccanismo si regola soprattutto con la luce del giorno. Quando cala l’oscurità, il cervello stimola infatti la produzione della melatonina, l’ormone del sonno, in modo che il corpo possa riprendersi. All’alba, invece, il livello di melatonina nel sangue diminuisce e il corpo diventa più produttivo. Oltre alle fasi sonno-veglia, il ritmo circadiano controlla anche la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e la temperatura corporea. Ecco perché alterarlo può influire anche su questi parametri.

E purtroppo sì, cambiare ora, seppur di una sola ora, può avere i suoi effetti, così come il jet leg, il lavoro a turni e l’uso dei dispositivi elettronici, la cui luce può confondere i nostri orologi biologici.

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Sull’opportunità o meno di mantenere il cambio dell’ora si discute nell’Unione Europea da anni. Nel 2018 il Parlamento Europeo aveva approvato (con l’84% dei voti) una risoluzione che prevede l’abolizione dell’obbligo per i vari Paesi membri di passare da un’ora all’altra due volte all’anno, auspicando comunque una decisione unitaria a livello europeo. In pratica è possibile che ogni Stato membro decida per sé ma “sarebbe meglio di no”.

Nel 2019 l’Italia si era dichiarata ufficialmente contraria all’abolizione del cambio di orario, depositando a Bruxelles una richiesta formale per mantenere il sistema tuttora in vigore: sei mesi l’anno di ora legale, che qui da noi si ha dal 1966, e sei mesi l’anno di ora solare. Nel nostro Paese, d’altronde, sembra proprio che fare questi cambi comporti non pochi benefici economici e ambientali.

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Per ora dunque, tutto resta così com’è. E stanotte ricordiamo: le 2 del 28 marzo saranno le 3. Le lancette tutte in avanti di un’ora fino a fine ottobre.

Fonti di riferimento: NIH

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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