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Fukushima, 1 minuto di silenzio non basta. Ci vorranno oltre 30 anni per mettere in sicurezza la centrale nucleare

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La terra trema, è il panico. Suonano gli allarmi, si teme l’arrivo di uno tsunami.  È pomeriggio ma sembrano calare le tenebre, c’è chi fugge, chi suo malgrado non ce la fa e rimane intrappolato tra le macerie della propria casa. Poi accade. Dal mare arriva una imponente onda. Ed è la fine. L’acqua invade la centrale nucleare di Fukushima e in un battito d’ali distrugge i gruppi di generazione diesel-elettrici di emergenza che alimentavano i sistemi di raffreddamento dei reattori 1, 2 e 3. Sono già passati 10 anni ma ancora il Giappone piange le proprie vittime.

Era l’11 marzo 2011, ore 14.46 (6.46 ora italiana) quando il violento terremoto sconvolse per sempre la vita degli abitanti della Prefettura di Fukushima, generando uno dei disastri nucleari più gravi della storia. Oggi, a distanza di 10 anni, nello stesso istante il Giappone si è fermato osservando un minuto di silenzio per ricordare le vittime della tragedia, circa 18.500 tra morti e dispersi.

Il Governo ha ricordato i propri cari sottolineando come “la memoria indimenticabile della tragedia” sia palese ancora oggi:

“Molti di coloro che sono stati colpiti, nonostante abbiano subito danni enormi, hanno superato numerose difficoltà aiutandosi a vicenda”,

ha detto l’imperatore Naruhito durante la cerimonia al teatro nazionale. Una cerimonia quasi deserta per via del Covid-19.

Fukushima 10 anni

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Ci vorranno altri 30 anni per rendere sicura la centrale

Ma non basta un minuto di silenzio, nelle menti degli abitanti risuona ancora l’eco delle sirene, del frastuono, dei crolli, delle urla. Sono passati già 10 anni ma purtroppo a Fukushima la situazione resta drammatica. Ancora oggi gli abitanti hanno paura, non vogliono rientrare nelle proprie case nonostante il sostegno economico fornito dal Governo. Non a torto visto che, nonostante le rassicuazioni, i livelli di radiazioni sono ancora fin troppo elevati e molto pericolosi per la salute umana. Qualcuno, per amore degli animali, ha deciso di restare mettendo a rischio la propria vita come Sakae, che sta salvando i gatti della sua zona. O ancora l’allevatore che non ha mai smesso di prendersi cura delle sue mucche.

Saranno necessari ancora 30 anni e qualcosa come 76 miliardi di dollari, secondo le stime di Tepco, per mettere in sicurezza la centrale. Ci sono ancora fin troppe incertezze, una tra tutte l’acqua radioattiva che ancora oggi, dopo 10 anni, non conosce la sua destinazione finale. E  il tempo stringe visto che la capacità di stoccaggio dovrebbe esaurirsi entro l’estate del 2022.

I lavori per la messa in sicurezza della centrale vanno a rilento. Nei giorni scorsi è stato finalmente rimosso tutto il combustibile nucleare contenuto nelle vasche di contenimento del reattore n° 3 ma la strada da fare è lunga, lunghissima.

Sono passati 10 anni, si continuano a piangere le vittime ma la minaccia del nucleare incombe ancora e lo farà per altri 3 decenni.

LEGGI il nostro speciale dedicato a Fukushima

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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