Sentire l’energia del luogo, immaginare i cambiamenti nel tempo: cosa manca nella pianificazione paesaggistica dei nostri territori

Assaporare un territorio, impostarne una programmazione urbanistica e paesaggistica non è solo una questione estetica o ambientale. Da queste scelte – di ci si è parlato nei lavori del 53° Congresso IFLA a Torino – dipende, davvero, la qualità del benessere complessivo di chi ci vive. Per questo sarebbe importante integrare il lavoro degli architetti e altri professionisti con un’analisi e pianificazione Feng Shui.

Il primo passo è conoscere il posto da un punto di vista energetico e relazionale. Lo spiega bene Stefan Vettori, insegnante di questa antica disciplina e fondatore di Creative Feng Shui: “Ogni territorio/ambiente ha una sua qualità, che nel Feng Shui viene definita “spirito” o Qi. Occorre innanzitutto percepire il territorio e comprendere gli stimoli che invia, in base alla presenza di catene montuose, colline, fiumi, laghi, pianure, eccetera; analizzare la loro disposizione reciproca; identificare gli elementi più forti dominanti. Tutto questo ci porterà a definire quali sono gli influssi più importanti e caratterizzanti: base indispensabile di informazioni che ci permetterà poi di costruire o gestire il territorio in armonia con quanto già presente“.

La disposizione del territorio plasma la psicologia dei popoli

Troppo spesso, invece, il territorio viene aggredito e modificato senza alcuna considerazione delle informazioni presenti: “tra le conseguenze ci sarà anche una notevole perdita di tempo, energie e denaro perchè se gli influssi dominanti sono contrari alle attività principali che si vorrebbero svolgere in quella zona, senza alcun dubbio queste troveranno difficoltà.

Nel Feng Shui, la disposizione del territorio (in particolare delle montagne o degli edifici più grandi) influenza la vita interiore e la psicologia delle persone, di una città o di un popolo; la disposizione dei corsi d’acqua influenza invece lo sviluppo. Queste antiche teorie sono condivise da molti altri popoli; per esempio in Sudamerica lo spirito di una montagna viene chiamato”Apu” e, guarda caso, influenza proprio coloro che abitano nelle sue vicinanze.

Per scherzare noi diciamo che i francesi sono arroganti, i tedeschi sono quadrati, i liguri sono avari, i lombardi sono sempre attivi, i napoletani sono rumorosi e così via; ma dietro a queste osservazioni ci sono le sottili influenze del territorio, che nei secoli hanno plasmato la psicologia collettiva dei popoli“.

Una pianificazione seria deve essere almeno decennale

Un’ulteriore osservazione, molto importante, che vale anche per le città, è che nella gestione del territorio o di un grande ambiente bisogna ragionare in grande, non solo nello spazio ma anche nel tempo. “Sarebbe necessaria – spiega Vettori – una programmazione di sviluppo di utilizzo degli ambienti come minimo decennale, ancora meglio cinquantennale o secolare. I tempi di sviluppo di un organismo come una città o di o un ambiente, infatti, non sono così brevi come quelli di un edificio o di una casa. Una gestione oculata e accurata di questi influssi permetterebbe – nel tempo – il miglioramento delle condizioni generali di vita e di benessere delle persone, a partire proprio dall’auto percezione, cioè come la persona “si sente”, come percepisce il suo stato di salute complessiva, quanta fiducia ha in se stessa e nei propri valori. Per quello che ne so, questa componente è completamente ignorata nella programmazione urbanistica o paesaggistica“.

Basta pensare ad esempio alla pianificazione di parchi o grandi aree verdi: “gli alberi necessitano di anni per crescere e la loro influenza si farà sentire solo molti anni dopo l’impianto. Per questo motivo, quando si progettano queste strutture, è necessario proiettarsi in avanti nel tempo per capire in che modo influenzeranno gli abitanti una volta che avranno raggiunto il loro completo sviluppo.

La stessa cosa si può dire per i disboscamenti, che avvengono in modo casuale (una volta rispettate più o meno le leggi vigenti): queste azioni causano, a volte, nell’immediato, frane e smottamenti ma in una dimensione prospettica cambiano anche la percezione dell’ambiente. Con effetti tutti da considerare e valutare“.

Un territorio (prima) e poi una città – non importa quanto piccola sia – con un buon Feng Shui hanno il potere di far nascere menti creative e talenti di generazione in generazione. Facilitano il benessere e la prosperità di quella popolazione. Non è cosa da poco.

(Credits Foto Pixabay.com)

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