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Coca Cola a Expo 2015: la verita' sulle multinazionali che 'nutrono' il Pianeta con grassi e zuccheri

coca cola expo report

Bibite gassate, carni rosse, patatine fritte e pane preparato con farina raffinata. È così che le multinazionali presenti ad Expo 2015 pensano di nutrire il Pianeta? Questo l'argomento al centro della puntata di Report di domenica 24 maggio 2015.

Ai microfoni della trasmissione il professor Franco Berrino ha confermato che proprio i quattro cibi sotto accusa, tipici del fast food, sono tra i responsabili dell'aumento di peso della popolazione. Sappiamo bene che panini con hamburger, Coca Cola e patatine fritte attirano molto i bambini, ecco che allora la loro salute è a rischio.

In ogni caso, McDonald's e Coca Cola per sei mesi saranno gli sponsor ufficiali di Expo 2015 e offriranno ai visitatori questa tipologia di cibi e bevande, proprio all'interno di una manifestazione internazionale che dovrebbe essere incentrata sul tema dell'alimentazione salutare e sostenibile.

Nella propria rubrica settimanale dedicata al cibo Report mette al centro gli zuccheri aggiunti nei prodotti alimentari industriali e si ricollega ad Expo e ai suoi sponsor principali: oltre a McDonald's e Coca Cola troviamo anche Unilever e Nestlé, con il marchio Perugina, che con pochi milioni di euro ad Expo hanno comprato lo sponsor più conveniente del mondo per la loro immagine.

Quale sarà l'eredità che le multinazionali alimentari ci lasceranno dopo Expo? La speranza è che non si tratti di obesità e diabete. Lo zucchero raffinato è tra le principali cause del diabete ed è un ingrediente immancabile nelle bibite gassate, che a loro volta contribuiscono alla diffusione dell'obesità.

Report a questo proposito si è rivolto direttamente a Coca Cola. Questa la risposta del portavoce della multinazionale, Vittorio Cino, direttore comunicazione di Coca Cola: "Non è vero che la bevanda zuccherata di per sé provoca l'obesità, tutto dipende dall'uso che se ne fa".

Report dunque passa la parola a Enzo Spisni, docente di nutrizione dell'Università di Bologna, secondo cui "Siamo assolutamente certi che gli zuccheri aggiunti agli alimenti sono corresponsabili – non i soli responsabili – della sindrome metabolica". La sindrome metabolica comprende una serie di problematiche, tra cui diabete, obesità, ipertensione, malattie cardiovascolari e ipertensione.

La trasmissione fa anche un confronto tra il protocollo sull'alimentazione presentato dal Barilla Center for Food and Nutrition e la Carta di Milano. Da quest'ultima, documento ufficiale presentato ad Expo e tradotto in 13 lingue, la parola obesità è quasi sparita, dato che è nominata una sola volta, rispetto alle 12 volte in cui il termine era stato nominato nel protocollo di Barilla. Nessuno ha parlato di obesità nemmeno durante l'inaugurazione di Expo.

Probabilmente in difesa delle multinazionali che fanno da sponsor alla manifestazione? E, in ogni caso, lo zucchero aggiunto è presente in numerosi prodotti da supermercato, compresi quelli a marchio Barilla. Lo zucchero aggiunto crea una vera e propria dipendenza, al pari di una droga, come ha sottolineato l'esperto di nutrizione intervistato da Report.

Il Codice europeo contro il cancro dice espressamente di limitare i cibi che contengono molti zuccheri e grassi e di evitare le bevande zuccherate e la carne conservata. Secondo Coca Cola, invece, sulla base delle dichiarazioni raccolte da Report, non esiste nessun prodotto alimentare in vendita che di per sé faccia male alla salute.

Come emerge da Report, gli spot sull'alimentazione di Expo 2015 danno il classico consiglio di "mangiare un po' di tutto". Un consiglio che non vieta di certo di introdurre nella propria alimentazione merendine e bibite gassate, per la gioia delle multinazionali che sponsorizzano l'esposizione universale.

Infine, durante l'intervista di Report, Coca Cola tramite il proprio direttore della comunicazione ha confermato di aver investito 10 miliardi di euro per essere presente ad Expo 2015 come sponsor. Dunque gli sponsor, in quanto tali, pagano per essere presenti all'Expo, nonostante si sia tentato di negarlo. Una conferma in più del fatto che a Expo 2015 le multinaizonali nutrono loro stesse, non il Pianeta.

Guarda qui il servizio di Report del 24 maggio 2015.

Marta Albè

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