Sharehack: un’idea per condividere, 24 ore per svilupparla

Tra sabato 24 novembre e domenica 25 novembre a Torino, sono nate sei nuove proposte di business fondate sul consumo collaborativo, sulla condivisione delle informazioni e sul coordinamento delle persone. Nell’arena di Toolbox, primo spazio di co-working della città, una quarantina di volontari tra designer, sviluppatori, comunicatori e appassionatid’innovazione si sono incontrati muniti di un’idea o della voglia di partecipare e hanno lavorato per ventiquattro ore (alcuni senza dormire) allo scopo di presentare a una giuria specializzata l’evoluzione di quella piccola idea in una potenziale start-up.

Il format deriva dall’americano Hackaton (sintesi verbale di Hacker e Marathon), esperienza durante la quale team di sviluppatori di software si sfidano per un giorno intero alla ricerca del codice perfetto. Treatabit, incubatore del Politecnico di Torino specializzato nel supporto alle aziende digitali, ha declinato il master originale e si è fatto promotore di Sharehack, maratona dedicata a far nascere visionari progetti capaci di enfatizzare la collaborazione tra le persone.

Ore 10
I partecipanti si raccolgono nell’arena. Quelli identificati da un cartellino bianco appeso al collo presentano un’idea. Hanno a disposizione un minuto per presentarla. Un sistema per fare carpooling in città, uno per mettere in connessione mamme e nonne che cucinano in casa con studenti e single per fare il take-away del cibo fatto in casa, un’enciclopedia condivisa tra musei, un social network per condomini, un network per allineare le attività sportive di una comunità…
Ore 10:30
Ciascuno degli iscritti mette il proprio nome in corrispondenza dell’idea in cui crede di più. Servono almeno cinque persone per fare un gruppo. Più è eterogeneo e trasversale, migliore sarà lo scambio. Ma è il caso a decidere i membri del team.
Ore 11:00
Si inizia a fare brainstorming. Ci si trova un tavolo attorno a cui sedere. Una lavagna bianca su cui scrivere. Un computer a testa.
Ore 11:30
Girano tra i tavoli esperti di infrastrutture digitali, di marketing, di business plan, interaction designer e sistemisti.

Il pomeriggio prosegue tra un caffè e un confronto, una risata e un tweet per aggiornare le community sul proprio stato dell’arte. La notte è fatta di sacchi a pelo e occhi che si annebbiano. Fino a quando arriva la mattina della domenica. Le ore di lavoro hanno prodotto video esplicativi realizzati in qualche ora, slide, analisi della concorrenza, studi di fattibilità, pagine facebook aperte e già attive, loghi e brand identity.

Ore 9:30 (del giorno successivo)
Iniziano le presentazioni. A qualcuno tremano le gambe ma forse è solo la stanchezza.

L’idea di mettere in connessione cuoche con molto tempo a disposizione e persone sempre di fretta ma con la voglia di mangiare cibi buoni ha trovato un nome. Si chiama “Mangiaconme” ed è diventata un’applicazione per cellulare e un sito web connesso ai social media. Nel corso della notte è stato trovato un modo per facilitare l’accesso a nonne bravissime a cucinare ma poco alfabetizzate al web, si è pensato al packaging per la versione take-away e a come connettere il sistema con produttori e di materie prime e negozi locali. La proposta di fare un social network del condominio è diventata un’interfaccia che prevede l’accesso di ciascun nucleo abitativo, le modalità di condivisione delle informazioni ma anche lo scambio di oggetti, competenze e tempo reciproco.  Il carpooling metropolitano ha trovato un logo, ha guardato ai competitor già presenti sul mercato e a un sistema di vantaggi per coloro che si affidano al servizio preferendolo agli affollati tram e metropolitane.

Mangiaconme, giudicato uno tra i migliori, potrà usufruire del supporto gratuito di Top-Ix consorzio no profit che supporta la nascita di Start-up, mentre CondominiAmo verrà testato in Toolbox, condominio sui generis i cui inquilini hanno semplicemente altri nomi ma condividono spesso stesse problematiche.

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