Ci sono “problemi” e problemi: la campagna di Water is Life per Haiti

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Forse sarà premiato come spot dell’anno, e in ogni caso sta attirando l’attenzione e sta facendo discutere: sto parlando del video diffuso dall’organizzazione no profit Water is Life per incentivare le donazioni a sostegno della popolazione di Haiti – duramente colpita da un violentissimo terremoto nel 2010 -, per non farle mancare un bene prezioso come l’acqua potabile. Lo spot, realizzato dall’agenzia americana DBB New York, è di una semplicità e di un’efficacia disarmanti: degli Haitiani leggono in inglese o in francese alcune frasi pubblicate su Twitter con l’hashtag #FirstWorldProblems.

Il video è imperniato sul contrasto stridente tra la situazione di chi legge (un uomo, una donna o un bambino che vive in un Paese in piena emergenza umanitaria e in cui poter disporre di acqua potabile è un lusso per pochi) e il contenuto dei tweet, delle lamentele piuttosto banali (aver dimenticato il cognome della donna di servizio quando le si sta intestando l’assegno mensile; aver lasciato il caricabatterie del cellulare al piano di sotto; non riuscire a camminare e a mandare SMS contemporaneamente; non essersi portati il telefono in bagno…), per mostrare come alcuni problemi non siano veri problemi.

Forse non tutti sanno, però, che #FirstWorldProblems è un meme, una sorta di “tormentone” della rete: la maggior parte delle persone che lo usa lo fa in modo autoironico, esagerando volutamente, consapevole della trivialità delle situazioni di cui si lamenta. Per questo, l’agenzia che ha realizzato lo spot di Water is Life è stata rimproverata di aver frainteso l’hashtag e di aver implicitamente accusato di superficialità delle persone che sanno già di essere privilegiate e che sono sensibili ai problemi del Terzo Mondo.

Al di là di eventuali fraintendimenti da parte dei creativi (non mi sembra che sia fondamentale sapere se vi siano stati o meno), sono dell’opinione che il video sia molto riuscito, perché raggiunge lo scopo, ricordandoci in modo molto ficcante la differenza tra “superfluo” ed “essenziale”.

Ecco il video dello spot:

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