Giornata Internazionale per i Diritti degli Animali: esposte in piazza le vittime dello sfruttamento (foto)

Un assordante silenzio. È quello che ha caratterizzato l’azione di 60 attivisti di Animal Equality che, in occasione della Giornata Internazionale per i Diritti degli Animali, ieri hanno mostrato, per la prima volta in Italia, i corpi inermi di decine di animali, vittime dello sfruttamento animale, nel pieno centro della città di Roma, davanti al Pantheon.

Il 10 dicembre del 1948 l’Assemblea delle Nazioni Unite redige la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. In essa veniva dichiarato che il rispetto e la dignità per ogni essere umano dovevano essere le basi fondamentali per la libertà, la giustizia e la pace nel mondo. Alcuni anni fa, persone, gruppi ed organizzazioni hanno iniziato a chiedere che tutto questo fosse esteso anche agli animali. È per questo che il 10 dicembre è diventata la Giornata Internazionale per i Diritti Animali, un momento storico e un’opportunità per ricordare alla società che la libertà, la giustizia ed il rispetto sono valori fondamentali di ogni singolo individuo, qualsiasi possa essere la razza, il genere, la posizione sociale o la specie.

Miliardi di animali capaci di provare emozioni e sensazioni, come qualsiasi essere umano, muoiono ogni anno in un numero imprecisato. Dal 2008 Animal Equality realizza, per la data più adatta in prossimità del 10 dicembre, una manifestazione molto sentita dedicata proprio a loro, in cui diversi attivisti, predisponendosi in silenzio e ordinatamente, mostrano all’opinione pubblica i corpi senza vita degli animali, vittime vere, reali e troppo spesso ignorate. Si tratta di un momento unico, solenne ed emozionante, come ha dimostrato l’azione di ieri, con gli attivisti italiani in lacrime e fortemente provati dall’esperienza. Ma coraggiosamente hanno mostrato ai passanti, ai fotografi, alla stampa, tutta la sofferenza che trapelava dai corpi degli animali che tenevano in mano. “Scarti” dei macelli o degli allevamenti, e, come tali, “buttati” nella spazzatura.

Si tratta di una protesta senza dubbio molto forte. Ma, forse, davvero necessaria per fare in modo che le persone capiscano… Perché questa è realtà, la realtà che va in scena ogni giorno in ogni luogo di sfruttamento.

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