Caccia al capriolo: se ne potranno abbattere 732 a Genova dal 2 Giugno

Moriranno a centinaia i caprioli in provincia di Genova nella nuova stagione della caccia, a partire dal prossimo 02 Giugno. Tutto regolare, le carabine possono entrare in azione: lo prevede il piano di abbattimento estivo/invernale di 723 caprioli varato alla chetichella dalla Provincia di Genova, che l’ente chiama eufemisticamente “gestione del prelievo selettivo“. La denuncia arriva oggi da una nota della Lega Abolizione della Caccia,

Con informazioni desumibili solo dall’albo pretorio e una determinazione dirigenziale firmata il 28 maggio scorso, la Provincia di Genova ha deciso di condannare a morte 723 esemplari di capriolo, in gran parte nel Ponente, ma con una dozzina di capi da uccidere anche in Val d’Aveto. Le zone principali di caccia individuate sono le Valli Stura, Orba e Scrivia, più altri settori dei comuni di Arenzano, Mele e Genova (alture di Voltri, Pra, Pegli). Così, dal 2 giugno prossimo inizia la caccia agli esemplari maschi (periodo 2 giugno-15 luglio e poi 15 agosto-30 settembre). I caprioli femmine + 198 esemplari giovani al di sotto di un anno saranno invece “prelevabili”, come dice la Provincia, dal 1 gennaio al 15 marzo 2013. Il mezzo di caccia? La carabina a caricamento singolo, munita di cannocchiale di mira.

È una barbarie sia l’alto numero di esemplari destinati all’uccisione a scopo ludico, sia la deroga regionale che consente alle Province di autorizzare questi tiri da cecchino quando la caccia è chiusa per tutte le altre specie, ma le campagne sono anche assai più frequentate da turisti ed escursionisti“, afferma la segreteria nazionale della Lega per l’Abolizione della Caccia. Il motivo sostanziale della caccia a giugno e luglio per i caprioli maschi è infatti l’esigenza di abbattere gli esemplari muniti di trofeo (caduco nei mesi seguenti) nella fase di maggior sviluppo.

Gli Ambiti Territoriali di Caccia, che organizzano i censimenti della specie, introitano dalle Provincia la metà delle tariffe da pagare per garantirsi l’abbattimento di ciascun esemplare (sino a 150 euro per un maschio con trofeo) , in un evidente conflitto di interessi. Si spiega così come mai gli appelli lanciati da quindici anni dalla Protezione Animali savonese di coinvolgere il mondo scientifico per ricercare metodi di contenimento diversi dal fucile, sistematicamente fallito nel contenere le popolazioni animali, siano ignorati dai politici ed amministratori amici dei cacciatori.

Ma c’è di più. La Lega Abolizione Caccia mette l’accento anche sulla sicurezza per la salute delle carni di questi esemplari. Recenti studi ne hanno dimostrato la tossicità a causa dei residui di piombo dalla frammentazione dei proiettili, che nell’attraversare la carne degli ungulati perdono piccole schegge di piombo, di dimensioni tali da non essere percepibili durante le fasi di preparazione e consumo del cibo. Questi frammenti, proprio per le loro minute dimensioni e la geometria irregolare, transitano più lentamente dei pallini nel tratto digerente e offrono una maggiore superficie di attacco ai succhi gastrici; di conseguenza essi tendono a disciogliersi interamente, liberando piombo in forma ionica che può essere assimilato dall’intestino.

10 regali per i 10 anni di GreenMe

Scarica qui i regali che abbiamo scelto per te

Conto Deposito Esagon

Arriva il Conto Deposito che pianta gli alberi e riduce la CO2! Scopri di più>

corsi pagamento

seguici su facebook