Scoperto allevamento-lager di vitelli in Trentino (video): mailbombing per dire basta

Altro che animali liberi di pascolare e ruzzolare nell’erba: i vitelli sono tenuti con una catena corta di appena 30 centimetri, che impedisce loro qualsiasi movimento e, in alcuni casi, addirittura di sdraiarsi e avere un riposo adeguato. È questa la denuncia che arriva da Eticanimalista, che invita tutti a scrivere alle autorità competenti per sollecitare un intervento (qui l’evento su Facebook) sull’allevamento in questione.

Ci è giunta notizia attraverso segnalazione anonima – spiega Ivana Ravanelli, curatrice del sito- di alcuni vitelli tenuti con una catena corta da un allevatore della val Rendena. Dopo aver fatto gli opportuni accertamenti, abbiamo deciso di creare una lettera tipo da inviare agli indirizzi segnalati per protestare contro questa situazione vergognosa e indegna di una paese che si proclama civile per chiedere a chi di competenza di far porre fine al più presto a questa situazione che ancora una volta vede gli animali vittime dell’ignoranza umana. E’ nostra intenzione presentare a breve, e cioè dopo che le persone addette si saranno mobilitate per fare gli opportuni controlli, una segnalazione insieme ad altre associazioni animaliste trentine. Nel frattempo chiediamo a tutti i destinatari di questa mail di unirsi alla protesta inviando la lettera tipo agli indirizzi proposti. Ringrazio di cuore tutti coloro che lo faranno“.

Ecco, allora, la lettera tipo e il blocco mail a cui inviarla:

“Egregi signori in indirizzo, è con enorme disappunto che siamo venuti a conoscenza che nella bella valle trentina chiamata Val Rendena, turisticamente famosa ed apprezzata nonché dipinta come un’isola felice in cui gli animali da allevamento vivono liberi e felici su grandi distese erbose, esistono invece situazioni di detenzione degli animali da allevamento assolutamente drammatiche e incivili nonché palesemente trasgressive delle vigenti leggi a loro tutela.

E’ il caso specifico di un allevatore del comune di Strembo che, in totale disprezzo della normativa vigente a tutela del benessere degli animali, detiene vitelli legati a catene lunghe ca 30 cm che impediscono loro qualsiasi movimento come quello di alzarsi in piedi (vedi foto allegata) oppure in alcuni casi di sdraiarsi e avere un riposo adeguato. Allo stesso modo detiene un cane legato all’esterno senza un riparo adatto contro le intemperie, protetto solo da una tettoia precaria e costantemente senza ciotola dell’acqua. Ricordiamo che l’art. 727 della L. 189/2004 recita testualmente:

“Chiunque omissis… è punito con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro.

Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze”.

Inoltre la Decisione 97/182/CE, ha modificato l’allegato della Direttiva 91/629/CEE-, alla voce “Divieto di legare i vitelli” sostituendone il punto 8 con il testo seguente:

«I vitelli non debbono essere legati, ad eccezione di quelli stabulati in gruppo che possono essere legati per un periodo massimo di un’ora al momento della somministrazione di latte o succedanei del latte. Se si utilizzano attacchi, questi non devono provocare lesioni al vitello e debbono essere regolarmente esaminati ed eventualmente aggiustati in modo da assicurare una posizione confortevole agli animali. Ogni attacco deve essere concepito in modo tale da evitare il rischio di strangolamento o ferimento e da consentire ai vitelli di muoversi secondo quanto disposto al punto 7 [ovvero di coricarsi, giacere, alzarsi ed accudire a sé stessi senza difficoltà]».

Abbiamo appurato che tutta la documentazione relativa, comprovante la veridicità del fatto su esposto, nonché i dati dell’allevatore responsabile del reato in questione, è in possesso della persona che ha segnalato il fatto e sarà messa a disposizione, qualora richiesta, di coloro che saranno incaricati dei controlli.

Siamo assolutamente scandalizzati da quanto appreso e chiediamo al sindaco di Strembo Guido Botteri e a tutti i destinatari di questa mail, in particolare ciascuno per la parte di competenza, di provvedere immediatamente, incaricando o segnalando a chi di dovere, in modo che vengano fatti fare i dovuti accertamenti per portare alla luce questa situazione aberrante di violenza su creature indifese e farla finire al più presto.

Nel frattempo ci asterremo dal visitare la val Rendena e ci adopereremo con ogni mezzo affinché altri seguano il nostro esempio boicottando questi luoghi e facendo pubblicità su quanto, nel 2012, accade in alcune valli del Trentino.

Distinti saluti,

Cognome nome

città o paese

Questi, invece, gli indirizzi mail a cui inviare le mail di protesta:

[email protected]; [email protected]; [email protected]; [email protected]; [email protected]; [email protected]; [email protected]; [email protected]; [email protected]; [email protected]; [email protected]; [email protected]; [email protected]; [email protected];

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